
COMUNE DI PAVIA
Assessorato alla Cultura, Turismo
e Promozione della Città
CELEBRAZIONE DEL 25 APRILE
|
Venerdì 25
aprile 2003
Piazza della Vittoria ore 17,00 |
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Daniele
Sepe
di Andrea Gerolimon
Non credo che molti di voi conoscano Daniele
Sepe. E' un musicista italiano (per l'esattezza napoletano), di impostazione
classica (si è diplomato al conservatorio in flauto) e poi jazzistica,
ma non suona jazz, almeno non quello classico.
E' un personaggio bizzarro e assolutamente pazzo, capace di comporre
pezzi di un jazz raffinatissimo, affiancandoli a canzoni che sembrano uscite
da un disco dei 99 Posse. Ed è questo il suo grande punto di forza:
la capacità di unire musiche diversissime al limite dell'inconciliabilità,
senza che queste si prendano mai a calci l'una con l'altra. Anzi nei suoi
dischi c'è spesso un filo conduttore che unisce i vari pezzi, creando
un continuum davvero originale.
E' comunque difficile, se non impossibile definire la sua musica: non è
world music, non gli si farebbe giustizia chiamarla così, è
qualcosa che va oltre, che abbatte ogni tipo di steccato tra musica colta
e musica popolare, con una maestria e un'eleganza che a volte
lasciano davvero stupefatti.
E non cade mai nel banale o, peggio, nel già sentito: tammurriate,
tradizionali greci riarrangiati, musiche balcaniche (ascoltatevi, ad esempio,
lo splendido e commovente "Ederlezi", composto originariamente da
Goran Bregovic e inserito nel bellissimo film di Emir Kusturica "Il tempo
dei gitani"), ninne-nanne svedesi, brani tratti dai "Carmina Burana"
di Orff...
C'è un po' di tutto, ma attenzione, non è mai un calderone
confuso, al contrario: tutti i pezzi sono pensati e arrangiati per ottenere
una miscela originalissima ed esplosiva. Non aspettatevi però, questo
proprio no, dei dischi tranquilli e perfettini: la musica di Daniele sconvolge,
diverte, commuove...
Personalmente ho sentito suonare Sepe svariate volte dal vivo in altrettanti
locali nella città partenopea: ogni volta si presentava con una formazione
diversa per suonare musica diversa. Il bello è che non potevi sapere
fin quando non iniziava a suonare che pezzi avrebbe fatto! E poi un giorno
mi sono convinto di una cosa, che tra l'altro meditavo da tempo: Daniele Sepe
è un genio (e non lo dico alla leggera).
E' successo l'anno scorso, sempre a Napoli al Palazzo Reale in piazza Plebiscito:
Daniele e la sua ultima composizione, Totò sketches. Mentre
vengono proiettati varie scene di alcuni film di Totò, la band
del nostro (l'Art Ensamble of Soccavo) musica in tempo reale le immagini
e, con un sincronismo stupefacente, crea una sorta di colonna sonora esterna.
Lo spettacolo, ve lo assicuro, è esilarante e... geniale, in
particolar modo quando è lo stesso Totò che dirige dallo schermo
il gruppo di Sepe!
Per quanto riguarda la sua discografia, quattro dei suoi CD sono usciti con
la Polosud, ottima casa discografica di Napoli; si tratta di Spiritus
Mundi (miglior disco del 1995 secondo la rivista 'Rockerilla'), Malamusica
e Vite Perdite (forse il suo disco più bello) e Totò
sketches (potete ordinare i CD direttamente con internet al sito www.polosud.com).
L'uscita dei gladiatori del 1992 è edito invece dalla Virgin,
Plays standards and more da Officina, mentre l'ultimo bellissimo
Lavorare stanca è prodotto dallo stesso Sepe e distribuito da
C.N.I. (Compagnia Nuove Indie).
Esiste anche un'antologia nella collana dei CD de 'Il Manifesto', intitolata
Viaggi fuori dai paraggi. Un'ultima cosa: quel giorno di Totò
sketches mi sono avvicinato a Daniele Sepe, gli ho fatto i complimenti
e gli ho detto che secondo me era un genio. Lui mi ha guardato sconvolto ed
è diventato di un colore simile a quello di un pomodoro: era molto,
ma molto più imbarazzato di me!! Ah dimenticavo: Daniele Sepe
ha vinto nel 1998 il premio Tenco con Lavorare stanca come il miglior
album in dialetto. Fate un po' voi.
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Daniele Sepe
Nasce a Napoli. La sua poliedrica attività comincia con il "Gruppo
Operaio E Zezi di Pomigliano", con cui partecipa a numerosi Festival
internazionali tra cui Rennes, Martigues e Bonn. Dopo numerose collaborazioni con artisti del calibro di Gino Paoli, Roberto de Simone e Roberto Murolo, e ad un crescente interesse per la musicajazz, comincia a scrivere la propria musica da solo dando vita a formazioni che vanno dai 3 elementi a vere e proprie big band di 20 persone. Nel 1989 esce il suo primo lavoro discografico "Malamusica", seguito a breve distanza da "l'Uscita dei Gladiatori". Contemporaneamente scrive musica per il teatro, balletto e, soprattutto per il cinema ("Blues metropolitano, L'Amore Molesto, "Cronaca di un amore violato, etc.). Rappresenta l,Italia in numerosi Festival tra cui Marsiglia, Nantes, Womex di Bruxelles, Etc. Durante la Guerra del Golfo, autoproduce, assieme ad una cinquantina di musicisti napoletani, una musicassetta di canzoni pacifiste, che distribuisce gratuitamente fuori le scuole e le fabbriche di Napoli. Nel 1994 pubblica il CD "Vite perdite" che ottiene grande successo di pubblico e di critica, procurandogli l'entrata nelle classifiche italiane ed internazionali. Premiato come uno dei 100 dischi degli anni '90 da salvare dalla rivista "Rockstar", e miglior disco dell'anno da "Rockerilla. Nel 1995 esce "Spiritus Mundi" che bissa i successi di "Vite perdite", e che, assieme al primo, viene inserito in numerose antologie a grande tiratura da "Polygram", "Il Manifesto" e "La Repubblica". Sempre con il "Manifesto pubblica due CD dal titolo "Trasmigrazioni che vede coinvolti numerosi musicisti "immigrati in Italia", e "Viaggi fuori dai paraggi". In seguito pubblica "Lavorare Stanca" per la Compagnia Nuove Indye. |