*24 FEBBRAIO 1525: LA BATTAGLIA DI PAVIA

I luoghi

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Indicazioni per un itinerario a tema:


  1. CASTELLO VISCONTEO

    Edificato a partire dal 1360 per volere di Galeazzo II Visconti e terminato in soli cinque anni, denuncia, accanto alla funzione militare, la destinazione a splendida e raffinata residenza di corte, sottolineata dalle eleganti bifore in cotto delle fronti esterne e dallo spiccato gusto decorativo del cortile interno. Dei grandi cicli affrescati con battaglie, scene di caccia e di vita cortese che impreziosivano sale, porticati e logge, rimangono significative testimonianze, fra cui la Sala Azzurra, splendida di ori e lapislazzuli.

    La battaglia di Pavia. Eserciti in scala.


  2. PARCO VISCONTEO

    "Un palagio per sua abitazione, un giardino per suo diporto e una cappella per sua divozione": ereditato il castello dal padre, Gian Galeazzo Visconti ampliò il parco che si estendeva a nord della residenza e lo concluse con la fondazione della Certosa, concepita come mausoleo di famiglia. L'immenso parco, completamente circondato da mura, era destinato alla caccia del signore e costellato da cascine modello, da una villa di delizia, la Torretta, e dal castello di Mirabello, sede del guardiano del parco.


  3. DUE PORTE

    La località deriva il suo nome dalle due porte che permettevano l’accesso al Parco Visconteo, e precisamente alla parte più antica, detta parco vecchio e al parco nuovo ampliato da Gian Galeazzo Visconti intorno al 1394. Qui le truppe imperiali, la notte del 24 febbraio 1525, aprirono le prime brecce nelle mura del Parco per accerchiare l’esercito francese.


  4. SAN GENESIO

    Villaggio addossato a nord del muro divisorio tra Parco Vecchio e Parco Nuovo e a margine dell’antica strada Mediolanum Ticinum (oggi la strada Vigentina), conserva la pusterla dell’antica Porta Pescarina, che collegava i due parchi. Oggi, nei locali dell’ex biblioteca comunale, è visitabile la mostra iconografica permanente sulla Battaglia di Pavia.

    Mostra permanente Pavia 1525. I tempi, i luoghi, gli uomini della battaglia (a cura del Comune di S. Genesio)

      Per la visita:

        Apertura l'ultima domenica di ogni mese oppure su prenotazione, telefonando allo 0382-586023.

        24 - 25 febbraio  apertura straordinaria:
        sabato 15.00 - 17.30, domenica 9.30 - 12.00 e 15.00 - 17.30 .


  5. MONASTERO DI CERTOSA

    Il monastero dedicato a Santa Maria delle Grazie sorse per volere di Gian Galeazzo Visconti a partire dal 1396, ma la costruzione si protrasse fino alla metà del Cinquecento. Destinata a mausoleo della dinastia, la Certosa divenne poi per i successori di Gian Galeazzo simbolo del prestigio e del colto mecenatismo della famiglia: vi lavorarono famosi artisti, dal primo architetto Bernardo da Venezia a Giuniforte Solari, a Giovan Antonio Amedeo, al pittore Ambrogio da Fossano detto il Bergognone, che contribuirono a realizzare, a dispetto dell’austera regola certosina, uno dei luoghi di fede tra i più ricchi e affascinanti del panorama italiano.


  6. CASCINA REPENTITA

    Quando le sorti della battaglia si volsero al peggio, Francesco I di Francia tentò la fuga ma venne fermato dagli imperiali in prossimità del muro divisorio del Parco, dove si trovava la cascina Repentita, uno degli insediamenti rurali del parco per la conduzione delle coltivazioni. Francesco I venne trattenuto prigioniero entro la cascina per alcune ore (una lapide murata in facciata ricorda l’evento) prima di essere condotto, per successive tappe, fino a Madrid. La tradizione vuole che qui, per sfamare lo sfortunato re, venne inventata da una contadina la famosa Zuppa alla Pavese, ancora oggi uno dei piatti tipici della città.


  7. CASTELLO DI MIRABELLO

    Posto al centro del Parco e collegato in antico al Castello di Pavia da un viale rettilineo detto Corso, fu costruito tra 1376, anno in cui Galeazzo II Visconti acquista i terreni, e 1384, quando i documenti testimoniano di riparazioni ordinate dal figlio Gian Galeazzo. Esso era la residenza del Capitano del Parco, che doveva sovrintendere alla manutenzione e alla sorveglianza del vasto possedimento privato della dinastia, ma ospitò anche i signori e i loro ospiti durante le battute di caccia. Nel Castello di Mirabello erano acquartierate scarse retrovie francesi, sorprese dall’incursione imperiale, e nelle sue immediate vicinanze si svolse il primo importante scontro della Battaglia di Pavia, favorevole ai francesi.

    Testi di Paola Favretto

 


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