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La più antica opera scultorea
della certosa è il trit- tico eburneo, conservato nella Sacrestia Vecchia. Questa celebre
opera è attribuita dalla maggior parte degli studiosi a Baldassarre degli Embriachi che
l'avrebbe realizzata tra il 1400 e il 1409; man- cano però dati certi in quanto il trittico
non fu diret- tamente commissionato dai monaci certosini, ma da loro acquistato da un
precedente proprietario: esso è formato da settantasei scomparti, con rilievi di grande
eleganza e politezza d'intaglio ( dettagli) |
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Il Lavabo dei monaci, accessibile
dal transetto attra- verso la porta del Lavabo. Questa preziosa opera mar- morea fu
commessa nel 1488 ad Alberto Maffioli da Carrara; secondo molti studiosi, però, l'artista
sarebbe autore solo dell'apparato architettonico-decorativo, dei due tondi in alto e del
busto al centro: le sculture della lunetta spetterebbero invece ad un artista lombardo,
forse Antonio Mantegazza. |
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A sinistra: la ricca decorazione
scultorea della por- ta d'accesso alla Sacrestia Vecchia, opera di col- laborazione cui
parteciparono l'Amadeo e la sua scuola, il Briosco e Alberto Maffioli (1478-1498); a
destra, il portale d'accesso al Lavabo dei monaci (1497 circa), anch'esso della scuola
dell'Amadeo, sebbene i busti siano attribuiti a Gian Cristoforo Romano e la lunetta a
Tommaso Cazzaniga. |
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Il monumento funebre di Gian Galeazzo Visconti, collocato nel braccio destro del transetto
(veduta generale). La ricca edicola è opera di Gian cristoforo Romano che la eseguì tra il 1492 e il 1497,
riportandovi episodi di vita del Duca Gian Galeazzo Visconti: mentre riceve il potere dal padre Galeazzo II
e l'Imperatore lo nomina Duca nell'atto della posa della prima pietra della Certosa. Sotto l'edicola è posto
il sarcofago, opera (tardiva) dell'Alessi, in cui riposano le spoglie dello stesso Gian Galeazzo duca di Milano, e fondatore
della Certosa, con la prima moglie Isabella Valois. la statua della Vergine è del Briosco, le statue della Fama e della
Vittoria vennero scolpite da Bernardino da novara nel 1562.
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Cenotafio per Ludovico il Moro e Beatrice d'Este, nel lato nord del transetto. E' opera pregevole
di Cristoforo Solari (1497); fu lo stesso Ludovico ad ordinarne l'esecuzione dopo la morte di Beatrice
sua moglie (29 gennaio 1497). Le due statue erano destinate alla chiesa di S.Maria delle Grazie a Milano,
dove Ludovico desiderava essere sepolto, ed ivi furono collocate in un primo tempo. Nel 1564 passarono alla
Certosa e solo nel 1891 ebbero l'attuale sistemazione nel lato sinistro del transetto.
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