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La facciata prevista dal progetto stabilito prima del 1473 dai Solari non prevedeva di certo
quell'assetto grandioso e com- plesso che avrebbe assunto dopo. I lavori alla facciata subirono
inoltre una battuta di arresto dalla morte di Guiniforte Solari (1481) fino a quando l'Amadeo,
nel 1491, non si assunse l'impegno di "completarla da terra sino al primo corridoio..."
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(Memorie inedite del Priore Valerio), dopo aver rielaborato il progetto solariano con la
collaborazione del Dolcebuono e, forse, di Ambrogio da Fossano. Il 3 maggio 1497 venne celebrata,
a poco più di cento anni dalla posa della prima pietra, la cerimonia della consacrazione della
chiesa quando i lavori della facciata erano ancora alla prima loggetta e mancava il portale che
sarebbe stato realizzato qualche anno più tardi da Benedetto Briosco. Sul finire del Quattrocento
e nei primi decenni del secolo successivo pero' eventi militari di eccezionale portata politica
sconvolgevano la Lombardia. Milano era passata sotto il dominio francese e Francesco I tentava
forzare dalla Lombardia l'accerchiamento in cui la Francia era venuta a trovarsi dopo che Carlo
V oltre che la successione al trono spagnolo aveva ottenuto anche la successione al trono austriaco
con il titolo di Imperatore del Sacro Romano Impero. Tanti gravi e conosciuti eventi militari
disperdevano anche la colonia di artisti e di artigiani che lavoravano in Certosa nel cui
cantiere l'arte e l'artigianato, da oltre cent'anni, si tramandavano di generazione in generazione
come eredità di famiglia. Nel frattempo i PP. Certosini avevano ottenuto, nel 1514, di poter
edificare altre trentasei celle e trasformare, "reducere ad modernam consuetudinem", a discapito
della severa unità della primitiva costruzione, le prime 24 celle e gli altri edifici del monastero.
Dopo il trattato di Bologna (1530) che sanciva il dominio spagnolo in Lombardia, la Certosa godette,
dopo tante vicende belliche, un periodo di pace che fu il presupposto per un'altra lunga stagione
artistica: "Si riapriva così un nuovo periodo di manifestazioni artistiche nelle quali.......si mostra
l'intenzione di uno sfarzo e di una ricchezza basata sul pregio della materia o sulla ricchezza dell'
esecuzione.....ma priva di caratteristiche che la riannodino con la struttura primitiva e con la tradizione
artistica del secolo antecedente" (L.Beltrami). Fu ripreso (1549) il lavoro nella facciata della chiesa
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secondo il nuovo progetto di Cristoforo
Lombardi, si curò la realizzazione dei codici miniati, dei candelabri in bronzo, si costruì
il nuovo altare maggiore e l'ico- nostasi che separa il coro dei monaci dal transetto. Inoltre
la Certosa si arricchì, nel 1564, del monumento funerario per Ludovico il Moro e Beatrice d'Este, scolpito
nel 1497 da Cristoforo Solari "Il
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Gobbo" e già destinato al convento
di S.Maria delle Grazie di Milano. Il secolo XVII vide ancora la Lombardia teatro, per periodi
più o meno lunghi, di guerre, devastazioni, saccheggi, carestie, pestilenze causate dal passaggio
degli eserciti invasori. Tristemente nota per la descrizione fattane dal Manzoni nei Promessi
Sposi, la lugubre pestilenza causata dalla seconda guerra del Monferrato (1627-1631) che infierì
anche nella Comunità dei PP. Certosini mietendo 14 mila vittime tra i religiosi. Nei periodi di
pace in Certosa si continuo' a lavorare.
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