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- La fondazione della Certosa -
La Certosa delle Grazie (GRATIARUM CARTHUSIA) fu realizzata
per iniziativa del nobile Gian Galeazzo Visconti (1351 - 1402),
futuro duca di Milano, il quale, secondo la tradizione,
avrebbe promesso alla seconda moglie nonché cugina Caterina (consigliata dal monaco senese Stefano Macone)
di far costruire in una
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Villa del Pavese un monastero di certosini, se ella fosse
morta di parto. Un'altra leggenda narra che il Visconti, mentre stava cacciando,
non riuscì più a rimettere in piedi il suo cavallo che era caduto
in un pantano e venne per quel motivo deriso da alcune nobildonne:
prese quindi la decisione di edificare ivi una Certosa, di modo che
nessuna donna potesse mai più posar piede in quei luoghi (in accordo
ad una regola dei certosini che vieta alle donne di entrare nei loro
edifici di culto). Verosimilmente Gian Galeazzo, più che dal sentimento cristiano,
fu mosso dall'ambizione di consolidare la propria egemonia nell'Italia
Settentrionale e di acquistarsi la fama di protettore dell'arte e
della religione: infatti vedeva il progetto del monastero con basilica
come imponente sepolcro destinato ad accogliere le tombe della
famiglia Visconti, ideale completamento al Castello di Pavia,
sua residenza favorita, e all'immenso Parco.
- La Certosa nei Secoli -
I secoli apportano alla Certosa il proprio contributo sotto il
profilo storico e artistico:
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nel Trecento la preparazione e la fondazione;
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nel Quattrocento gli sviluppi dei chiostri, della chiesa e della
facciata marmorea sino alla prima galleria, le decorazioni
pittoriche, con marmi e terrecotte, l'ingresso della salma
di Gian Galeazzo Visconti e la consacrazione del tempio;
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nel Cinquecento la fronte completata, l'altare maggiore e i corali;
- nel Seicento le cappelle decorate con gli altari marmorei,
con gli affreschi e le icone;
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nel Settecento e nell'Ottocento rallentamenti dovuti alle
guerre e alle confische subite dai certosini, sino alla loro
dipartita dal monastero;
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nel Novecento il ritorno dei certosini (cui si sostituiscono
i carmelitani e infine i cistercensi, attuali ospiti
della Certosa) e gli importanti interventi di restauro conservativo.
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- La giornata del certosino -
L'ordine certosino venne fondato intorno al 1084 da San Bruno
(1032-1101), nativo di Colonia, in una località amena e
solitaria delle Alpi del Delfinato francese, chiamata Chartreuse;
nel monastero, dedicato alla Madonna, i certosini si ritirano in
solitudine e pregano in contemplazione, dedicandosi alla pittura, all'incisione, alla
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farmacia e soprattutto alla trascrizione di
libri antichi e codici miniati (da cui il luogo comune circa la
loro pazienza). Orario completo che scandisce la vita del certosino:
22.45 - sveglia, recita del piccolo ufficio alla Madonna e
preghiera privata;
23.30 - in chiesa: profondo raccoglimento, Mattutino e lodi
cantate;
1.30 - ritorno in cella, preghiera privata
e breve riposo;
5.45 - recita dell'Ora prima e 'Lectio divina';
7.00 - in chiesa: messa cantata;
in cella: recita dell'Ora terza, ringraziamento
eucaristico e lettura spirituale;
10.30 - recita dell'Ora sesta, pranzo privato e lavoro
manuale;
13.30 - Ora nona e lavoro;
16.00 - cena in cella e recita dell'Ufficio della Madonna;
17.00 - in chiesa: recita dei vespri;
in cella: preghiera privata;
18.45 - recita dell'Angelus, Compieta e riposo.
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