Comune di Pavia
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presenta:


3° edizione

12/2 - 5/3 - 19/3 - 29/4 2002

 

"chimichemozioni"
terza edizione:

12 febbraio 2002, ore 21.30

Chiesa di S. Maria Gualtieri - Piazza Vittoria - PAVIA

ROBERTO FABBRICIANI Flauti
ALVISE VIDOLIN Live Elctronics e regia del suono

programma


Jean-Claude RISSET Passages (1981) per flauto e nastro magnetico
Agostino DI SCIPIO Meccanica dei flauti (2001) per flauto, flauto
basso e sistema di elaborazione interattivo
Aldo CLEMENTI Passacaglia (1995)per flauto e nastro magnetico
Luigi NONO Das atmende Klarsein, fragment (1981/87) per flauto
basso, nastro magnetico e Live Electronics

Roberto Fabbriciani
è nato ad Arezzo nel 1949. Diplomatosi giovanissimo in flauto traverso, ha vinto numerosi Concorsi ed ha fatto parte delle Orchestre del Maggio Musicale Fiorentino e della Scala di Milano. Virtuoso, interprete originale ed artista versatile ha innovato la tecnica moltiplicando le possibilità sonore dello strumento.
Roberto Fabbriciani ha collaborato coi maggiori compositori del Novecento, che gli hanno dedicato numerose ed importanti opere: Bussotti, Cage, Castiglioni, Clementi, De Pablo, Donatoni, Feld, Ferneyhough, Françaix, Hosokawa, Krenek, Kurtàg, Morricone, Nono, Petrassi, Rihm, Risset, Sciarrino, Schnebel, Stockhausen, Takemitsu, Yun.
Ha suonato con repertorio eterogeneo presso alcuni fra i più importanti Festival fra cui: Biennale di Venezia (Teatro La Fenice), Maggio Musicale Fiorentino, Accademia Musicale Chigiana di Siena, Spoleto, Donaueschingen, Edimburgo, Parigi (Autumn), Bruxelles, Salisburgo, Wien (Modem), Tokyo (Music Today), Lockenhaus, Monaco (Biennale e Ars Viva), Berlino.
Ha effettuato recital per flauto solo, flauto e pianoforte e flauto ed orchestra presso prestigiosi Teatri ed Istituzioni Musicali: Scala di Milano, Teatro Chàtelet, IRCAM e Centro Pompidou di Parigi, Filarmonica di Berlino, Konzerthaus di Vienna, Gasteig e Herkules Saal di Monaco, Sala Smetana di Praga, Barbican e Royal Festival Hall di Londra, Teatro Ginza e Suntory di Tokyo, Sala Calkowskij di Mosca e Carnegie Hall di New York con orchestre quali l'Orche-stra della Scala di Milano, dell'Accademia S. Cecilia di Roma, le Orchestre della Rai, Ecyo, London Sinfonietta, LSO, RTL Luxembourg, BRTN Brussel, Orchestre Symphonique de la Monnaie, SWF Baden-Baden, Deutsches Symphonie-Orchester Berlin, Bayerischen Rundfunks, le Orchestre Filarmoniche di Monaco e di S. Pietroburgo.
Ha suonato come solista con molti dei più grandi direttori, tra i quali Claudio Abbado, Luciano Berio, Ernest Bour, Riccardo Chailly, Peter Eòtvòs, Vladimir Fedoseev, Gianandrea Gavazzeni, Michael Gielen, Bruno Maderna, Peter Maag, Riccardo Muti, Giuseppe Sinopoli, Arturo Tamayo, Lothar Zagrosek.
Ha inciso numerosi dischi per le maggiori case discografiche ed ha tenuto numerose Master Classes. Attualmente tiene il Corso di perfezionamento presso l'Università del Mozarteum di Salisburgo.

Alvise Vidolin http://space.tin.it/musica/avidolin/
Alvise Vidolin nasce a Padova nel 1949 dove compie studi scientifici e musicali. E' docente di Musica Elettronica presso il Conservatorio "B. Marcello" di Venezia e di Musica Elettronica e Informatica presso la Civica Scuola di Musica di Milano.
Collabora dal 1974 con il Centro di Sonologia Computazionale (CSC) dell'Università di Padova partecipando alla sua fondazione, svolgendo attività didattica al corso di Sistemi di Elaborazione per la Musica della Facoltà di Ingegneria e di ricerca nel campo della composizione assistita dall'elaboratore ed è tuttora membro del direttivo.
Co-fondatore della Associazione di Informatica Musicale Italiana (AIMI) ne ha assunto la presidenza nel triennio 1988-1990 ed è tuttora membro del direttivo. Dal 1977 ha collaborato in varie occasioni con la Biennale di Venezia soprattutto in veste di responsabile del Laboratorio permanente per l'Informatica Musicale della Biennale (LIMB). Dal 1992 al 1998 ha collaborato con il Centro Tempo Reale di Firenze come responsabile della produzione musicale. E' inoltre membro del comitato scientifico dell'Archivio Luigi Nono.
Ha curato la realizzazione elettronica e la regia del suono di molte opere musicali collaborando con diversi compositori fra cui Claudio Ambrosini, Giorgio Battistelli, Luciano Berio, Aldo Clementi, Wolfango Dalla Vecchia, Franco Donatoni, Adriano Guarnieri, Luigi Nono, Salvatore Sciarrino, curandone l'esecuzione in festival e teatri internazionali. Fra questi, la Biennale di Venezia, CCOT Festival a Taipei, Donaueschinger Musiktage, Festival d'Automne a Parigi, Festival delle Nazioni di Città di Castello, IRCAM di Parigi, Maggio Musicale Fiorentino, Milano Musica, Munchener Biennale, Musik-biennale Berlino, Salzburger Festspiele, Settembre Musica Torino, Wien Modern; i teatri Alla Scala di Milano, Almeida di Londra, Alten Oper di Francoforte, Comunale di Bologna, Dell'Opera di Roma, Opera Bastille di Parigi, Opéra National du Rhin di Strasburgo, Staatstheater di Stoccarda, Theatre National de Chaillot a Parigi.
Ha pubblicato lavori di carattere scientifico e divulgativo, e tenuto numerose conferenze sui rapporti fra musica e tecnologia. Svolge inoltre attività di ricerca scientifica studiando le potenzialità compositive ed esecutive offerte dai mezzi informatici in tempo reale e dai sistemi multimediali.

 

5 marzo 2002 , ore 22

Spazio musica - Via Faruffini 5 - PAVIA


www.montefioricocktail.com
E-mail: montefiori@tin.it
Federico Montefiori mobile ++39 338 2551627



Duo composto da 2 gemelli di diversa estrazione musicale:
Il primo, (Kekko) tastiere e computer, con un passato di produttore "House" e Underground" nel quale si è fatto conoscere soprattutto con lo pseudonimo di "Key Tronics Ensemble" per la Irma records , il secondo (Kikko) saxofoni,flauto e voce, con esperienze "Funky", "R&B" e "Cha Cha Cha"... (Man sueto, Blues Mobile, Ladri di biciclette e Good Fellas).
I due gemelli sono figli d'arte del saxofonista e caporchestra Germano Montefiori, matador di balere, night e crociere degli anni '60, visto al fianco tra gli altri di Fred Buscaglione, Chet Baker, Fred Bongusto e Walter Chiari...
Il loro progetto è quello di riportare alla luce le calde, spensierate e "non sense" atmosfere "Easy Listening" trasmessegli dal padre e dagli amici di famiglia.
Così facendo ripredono le colonne sonore "cult" degli anni '60, le musiche degli spot televisivi farcendole di "Jungle", "Noise", disturbi e ironia, giocando con il passato - futuro, viaggiando sulla malinconia della navicella di Star Trek per navigare nell'oceano del de-ja vù e del ballo facile. Musica per dimenticare, da non dimenticare!

Montefiori Cocktail sono, dunque, puro esotismo italiano, la via romagnola alla più sofisticata "LOUNGE" internazionale, la tradizione della Riviera e delle balere delle luci soffuse e dei divanetti floreali che fa da contrappunto ai più raffinati bar, a luoghi inusuali dove adagiarsi mollemente. Sorseggiando ovviamente un cocktail pensato proprio in casa Montefiori.
Checco e Chicco, i due gemelli di Forlì che hanno sedotto il pubblico di jazz maniaci del celebre Montreux Jazz Festival, come i lounge devoti del Madame JoJo di Londra, i cinefili che affollano il festival del Cinema di Locarno egli esclusivi frequentatori del "club più alto del mondo". Quello all'ultimo piano delle Torri Gemelle di NewYork.
L'ultimo disco, "Raccolta Numero Due", contiene entusiasmanti "Cartoline dalla Riviera" capaci di far sognare e palpitare cuori ad ogni latitudine.
Al disco hanno collaborato, fra gli altri: Scanna, star del lounge sixties italiano; Pierfilippi e Luciano Savoretti, direttamente dai sotterranei exotici italiani; i Ridillo; l'inglese Count Indigo animatore del leggendario Madame JoJo di Londra.




… nell'ultima sera della rassegna On Air il Dadà ospita il collaudato show dei fratelli Montefiori. Che siano ripescaggi di classici 'veri' (la rilettura miagolata di "Quando quando", l'immortale Donna Summer di "I feel love", "La canzone del fuoco" (Morrison in italiano, yes...), "Sunny" e tante altre) o le compozioni originali che, ormai, al ruolo di 'classici' del genere aspirano senza presunzione (tra le tante, menzione almeno per "Riviera beat" e "Crazy beat", che davvero spaccano...), l'efficacia del duo romagnolo è indubbia, ed i novanta minuti del live scorrono splendidamente, intervallati dalle surreali- a volte geniali - presentazioni di Checco, sempre più perso in riflessioni metamusicali che si concludono immancabilmente con la recensione del pezzo che segue come "canzone d'amore, però ballabile", e dai sistematici consulti per la costruzione della scaletta, elaborata in tempo reale sul palco
Chicco, dietro alla sua tastiera (e alla sua stupenda abat-jour...), condisce le eclettiche basi con i consueti virtuosimi sui tasti, mentre Checco, tre passi più avanti, alterna gli ottimi sax al flauto traverso ed alle 'caricate' - a tratti addirittura sguajate - interpretazioni canore, e i Montefiori Cocktail ribadiscono dal vivo, tra l'intro con il sonoro dello spot del bagnoschiuma Vidal e i tributi 'ideeologici' alla divina Edwige Fenech, il loro ruolo di primissimo piano nel lounge italico.

Recensione tratta da

 

 

19 marzo 2002 , ore 21.30

Motoperpetuo - Viale Campari 72 - PAVIA

THe DiNiNG RooMS
www.thediningrooms.org


presents


The Dining Rooms sono Stefano Ghittoni e Cesare Malfatti e sono nati nel 1998 da un'idea di Stefano Ghittoni. Stefano Ghittoni è resident dj ai Magazzini Generali di Milano nella serata di mercoledi' oramai dal 1995. Cesare Malfatti è membro fondatore del progetto di post blues La Crus entrambi dalla scena punk e new wawe ed hanno suonato in vari gruppi della scena indipendente italiana.
All'inizio del 1999 esce, per l'etichetta elettronica Milano 2000, "Subterranean Modern Volume Uno" : il disco ha come particolarità l'uso di ritmi di derivazione hip hop e funk su tappeti di chitarre blues e tastiere malinconiche. Per sostenere questo disco Stefano Ghittoni elabora con l'aiuto della video maker Maria Arena alle immagini l ' "Ambient Blues Caffè", progetto di sonorizzazione d'ambiente per giradischi e video che li porterà in giro per l'Italia fino ad approdare nel giugno 2000 al 291 Gallery di Londra. Nella prima metà del 2000 esce intanto un album di remixes realizzato interamente da djs e produttori italiani e Stefano Ghittoni compila il secondo numero di "Living in the ice age", dedicato all'arte postale (il primo volume era la colonna sonora di una mostra d'arte di Giacomo Spazio).
Il duo ha intanto ultimato il secondo album dal titolo "Numero Deux" ed ha all'interno una traccia video di Maria Arena ispirata e dedicata a J. L. Godard (con l'aggiunta di due videoclips). Il disco è la continuazione ideale del precedente con l'aggiunta di atmosfere jazz ed un paio di tracce cantate in collaborazione con il progetto di soul minimale "Sepiatone" (Marta Collica ed Hugo Race). Numero Deux è stato anticipato da un 12" con versioni deep house delle tracce cantate.

Nel frattempo M. Dupont (da Subterranean Modern) è diventato un piccolo classico underground suonato e licenziato in tutto il mondo, le loro canzoni sono trasmesse al Solid Steel Show (Ninja Tune) ed i ragazzi possono annoverare tra le persone che li rispettano quei gentiluomini dei Thievery Corporation tra gli altri. Per sostenere al meglio "Numero Deux" The Dining Rooms hanno elaborato il nuovo live: "Film". Film è l'evoluzione naturale dell' Ambient Blues Caffè e comprenderà di volta in volta i dj sets di Stefano Ghittoni e Cesare Malfatti, il live set dei Dining Rooms (computer, campionatore e giradischi) e le immagini di Maria Arena (piu' eventuali special guests).
Film è l'evoluzione naturale di Ambient Blues Caffè, progetto di sonorizzazione d'ambiente per giradischi e video.
E' articolato in tre momenti:il primo e il terzo sono dj sets, l'uno ambientale e l'altro più ritmico.
Il secondo momento, cuore della serata, è invece dedicato a Film.




Qui le immagini di Maria Arena sono accompagnate da brani del repertorio dei Dining Rooms mixati dal vivo daStefano Ghittoni e Cesare Malfatti.
Il gioco è quello di creare un film in diretta............
Il ritmo sparisce ( chill out ? ) e riparte lentamente ( chill in ? ) abbracciando un ampio spettro di proposte musicali accomunate dalla stessa attitudine e destinate nonostante la loro diversità a creare una omogenea sensibilità .
Il ritmo si rallenta, si spezza e diventa piu' debole..ha bisogno di aiuto.
" Piu' andremo avanti e meno la musica sarà al centro di tutto ".
Ecco allora le immagini : prodotte e mixate dal vivo da Maria Arena in questa fiction senza trama, un non film per una non colonna sonora.
Noi Siamo Il Nostro Film.
Le produzioni musicali dei " The Dining Rooms " diventano cosi' l'inizio di tutto questo generando suggestioni sonore rese omogenee da una miscelazione di musica e immagini di tipo emozionale .


29 aprile 2002 , ore 21.30

Chiesa di S. Maria Gualtieri - Piazza Vittoria - PAVIA

Un diluvio di sculture sonore

Concerto di pietre sonore di basalto
create da PINUCCIO SCIOLA
http://www.isacnet.com/airterminal/it/1999/12/05.html

Lo scultore Pinuccio Sciola, nato a San Sperate in Sardegna, ha girato e continua a girare per il mondo ma, è rimasto profondamente legato alla sua terra e coinvolge nei lavori artistici sia i suoi compaesani che gli innumerevoli artisti stranieri che passano dal suo paese cosicchè col tempo i muri di San Sperate si sono riempiti di innumerevoli murales.
sciola, nonostante abbia insegnato all'accademia d'arte, non si può definire un'artista "accademico": Sia in occasione della Biennale di Venezia che in Piazza Italia a Sassari gettò in terra i suoi "cadaveri" (sculture realizzate con vecchi tronchi scavati e straziati dal marciume naturale oppure avvolti in lenzuala o riempiti di carne putrefatta, che diffondevano il fetore della morte).

Con queste provocazione lo scultore voleva richiamare l'attenzione popolare sulla cruda realtà della morte violenta nelle stragi che non ci colpisce fino in fondo vista attraverso la televisione nella sicurezza delle nostre case.
adesso lo scultore si dedica a dar voce alle pietre. Sono di basalto e di varie dimensioni. Lo scultore le sega, ottenendo numerose, regolari e profonde fenditure e quando su di queste passa un'altra piccola pietra, dal profondo della pietra scolpita emergono suoni, che sono voci come quelle che possiamo avvertire all'imboccatura delle voragini o di un'immensa caverna.
La voce della Terra: ciò si può definire magia.
I suoni registrati da queste sculture vengono percepiti in tempo reale dal computer come "grani" (simili a scintille sonore) e ciò rappresenta un'unione fra l'eterno e l'attuale.


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