"chimichemozioni"
terza edizione:
12
febbraio 2002, ore 21.30
Chiesa
di S. Maria Gualtieri - Piazza Vittoria - PAVIA
ROBERTO
FABBRICIANI Flauti
ALVISE VIDOLIN Live Elctronics e regia
del suono
programma
Jean-Claude RISSET Passages (1981) per flauto
e nastro magnetico
Agostino DI SCIPIO Meccanica dei flauti (2001)
per flauto, flauto
basso e sistema di elaborazione interattivo
Aldo CLEMENTI Passacaglia (1995)per flauto e
nastro magnetico
Luigi NONO Das atmende Klarsein, fragment (1981/87)
per flauto
basso, nastro magnetico e Live Electronics
Roberto
Fabbriciani
è nato ad Arezzo nel 1949. Diplomatosi giovanissimo in flauto
traverso, ha vinto numerosi Concorsi ed ha fatto parte delle Orchestre
del Maggio Musicale Fiorentino e della Scala di Milano. Virtuoso,
interprete originale ed artista versatile ha innovato la tecnica moltiplicando
le possibilità sonore dello strumento.
Roberto Fabbriciani ha collaborato coi maggiori compositori del Novecento,
che gli hanno dedicato numerose ed importanti opere: Bussotti, Cage,
Castiglioni, Clementi, De Pablo, Donatoni, Feld, Ferneyhough, Françaix,
Hosokawa, Krenek, Kurtàg, Morricone, Nono, Petrassi, Rihm,
Risset, Sciarrino, Schnebel, Stockhausen, Takemitsu, Yun.
Ha suonato con repertorio eterogeneo presso alcuni fra i più
importanti Festival fra cui: Biennale di Venezia (Teatro La Fenice),
Maggio Musicale Fiorentino, Accademia Musicale Chigiana di Siena,
Spoleto, Donaueschingen, Edimburgo, Parigi (Autumn), Bruxelles, Salisburgo,
Wien (Modem), Tokyo (Music Today), Lockenhaus, Monaco (Biennale e
Ars Viva), Berlino.
Ha effettuato recital per flauto solo, flauto e pianoforte e flauto
ed orchestra presso prestigiosi Teatri ed Istituzioni Musicali: Scala
di Milano, Teatro Chàtelet, IRCAM e Centro Pompidou di Parigi,
Filarmonica di Berlino, Konzerthaus di Vienna, Gasteig e Herkules
Saal di Monaco, Sala Smetana di Praga, Barbican e Royal Festival Hall
di Londra, Teatro Ginza e Suntory di Tokyo, Sala Calkowskij di Mosca
e Carnegie Hall di New York con orchestre quali l'Orche-stra della
Scala di Milano, dell'Accademia S. Cecilia di Roma, le Orchestre della
Rai, Ecyo, London Sinfonietta, LSO, RTL Luxembourg, BRTN Brussel,
Orchestre Symphonique de la Monnaie, SWF Baden-Baden, Deutsches Symphonie-Orchester
Berlin, Bayerischen Rundfunks, le Orchestre Filarmoniche di Monaco
e di S. Pietroburgo.
Ha suonato come solista con molti dei più grandi direttori,
tra i quali Claudio Abbado, Luciano Berio, Ernest Bour, Riccardo Chailly,
Peter Eòtvòs, Vladimir Fedoseev, Gianandrea Gavazzeni,
Michael Gielen, Bruno Maderna, Peter Maag, Riccardo Muti, Giuseppe
Sinopoli, Arturo Tamayo, Lothar Zagrosek.
Ha inciso numerosi dischi per le maggiori case discografiche ed ha
tenuto numerose Master Classes. Attualmente tiene il Corso di perfezionamento
presso l'Università del Mozarteum di Salisburgo.
Alvise
Vidolin
http://space.tin.it/musica/avidolin/
Alvise
Vidolin nasce a Padova nel 1949 dove compie studi scientifici e musicali.
E' docente di Musica Elettronica presso il Conservatorio "B.
Marcello" di Venezia e di Musica Elettronica e Informatica presso
la Civica Scuola di Musica di Milano.
Collabora dal 1974 con il Centro di Sonologia Computazionale (CSC)
dell'Università di Padova partecipando alla sua fondazione,
svolgendo attività didattica al corso di Sistemi di Elaborazione
per la Musica della Facoltà di Ingegneria e di ricerca nel
campo della composizione assistita dall'elaboratore ed è tuttora
membro del direttivo.
Co-fondatore della Associazione di Informatica Musicale Italiana (AIMI)
ne ha assunto la presidenza nel triennio 1988-1990 ed è tuttora
membro del direttivo. Dal 1977 ha collaborato in varie occasioni con
la Biennale di Venezia soprattutto in veste di responsabile del Laboratorio
permanente per l'Informatica Musicale della Biennale (LIMB). Dal 1992
al 1998 ha collaborato con il Centro Tempo Reale di Firenze come responsabile
della produzione musicale. E' inoltre membro del comitato scientifico
dell'Archivio Luigi Nono.
Ha curato la realizzazione elettronica e la regia del suono di molte
opere musicali collaborando con diversi compositori fra cui Claudio
Ambrosini, Giorgio Battistelli, Luciano Berio, Aldo Clementi, Wolfango
Dalla Vecchia, Franco Donatoni, Adriano Guarnieri, Luigi Nono, Salvatore
Sciarrino, curandone l'esecuzione in festival e teatri internazionali.
Fra questi, la Biennale di Venezia, CCOT Festival a Taipei, Donaueschinger
Musiktage, Festival d'Automne a Parigi, Festival delle Nazioni di
Città di Castello, IRCAM di Parigi, Maggio Musicale Fiorentino,
Milano Musica, Munchener Biennale, Musik-biennale Berlino, Salzburger
Festspiele, Settembre Musica Torino, Wien Modern; i teatri Alla Scala
di Milano, Almeida di Londra, Alten Oper di Francoforte, Comunale
di Bologna, Dell'Opera di Roma, Opera Bastille di Parigi, Opéra
National du Rhin di Strasburgo, Staatstheater di Stoccarda, Theatre
National de Chaillot a Parigi.
Ha pubblicato lavori di carattere scientifico e divulgativo, e tenuto
numerose conferenze sui rapporti fra musica e tecnologia. Svolge inoltre
attività di ricerca scientifica studiando le potenzialità
compositive ed esecutive offerte dai mezzi informatici in tempo reale
e dai sistemi multimediali.
5
marzo 2002 , ore 22
Spazio
musica - Via Faruffini 5 - PAVIA
www.montefioricocktail.com
E-mail: montefiori@tin.it
Federico Montefiori mobile ++39 338 2551627
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Duo
composto da 2 gemelli di diversa estrazione musicale:
Il primo, (Kekko) tastiere e computer, con un passato di produttore
"House" e Underground" nel quale si è fatto
conoscere soprattutto con lo pseudonimo di "Key Tronics Ensemble"
per la Irma records , il secondo (Kikko) saxofoni,flauto e voce,
con esperienze "Funky", "R&B" e "Cha
Cha Cha"... (Man sueto, Blues Mobile, Ladri di biciclette
e Good Fellas).
I due gemelli sono figli d'arte del saxofonista e caporchestra
Germano Montefiori, matador di balere, night e crociere degli
anni '60, visto al fianco tra gli altri di Fred Buscaglione, Chet
Baker, Fred Bongusto e Walter Chiari...
Il loro progetto è quello di riportare alla luce le calde,
spensierate e "non sense" atmosfere "Easy Listening"
trasmessegli dal padre e dagli amici di famiglia.
Così facendo ripredono le colonne sonore "cult"
degli anni '60, le musiche degli spot televisivi farcendole di
"Jungle", "Noise", disturbi e ironia, giocando
con il passato - futuro, viaggiando sulla malinconia della navicella
di Star Trek per navigare nell'oceano del de-ja vù e del
ballo facile. Musica per dimenticare, da non dimenticare!
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Montefiori Cocktail sono,
dunque, puro esotismo italiano, la via romagnola alla più
sofisticata "LOUNGE" internazionale, la tradizione della
Riviera e delle balere delle luci soffuse e dei divanetti floreali
che fa da contrappunto ai più raffinati bar, a luoghi inusuali
dove adagiarsi mollemente. Sorseggiando ovviamente un cocktail
pensato proprio in casa Montefiori.
Checco e Chicco, i due gemelli di Forlì
che hanno sedotto il pubblico di jazz maniaci del celebre Montreux
Jazz Festival, come i lounge devoti del Madame
JoJo di Londra, i cinefili che affollano il festival
del Cinema di Locarno egli esclusivi frequentatori del
"club più alto del mondo". Quello all'ultimo
piano delle Torri Gemelle di NewYork.
L'ultimo disco, "Raccolta Numero Due",
contiene entusiasmanti "Cartoline dalla Riviera" capaci
di far sognare e palpitare cuori ad ogni latitudine.
Al disco hanno collaborato, fra gli altri: Scanna, star del lounge
sixties italiano; Pierfilippi e
Luciano Savoretti, direttamente dai sotterranei exotici
italiani; i Ridillo; l'inglese Count
Indigo animatore del leggendario Madame
JoJo di Londra.
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nell'ultima sera della rassegna On Air il Dadà
ospita il collaudato show dei fratelli Montefiori. Che
siano ripescaggi di classici 'veri' (la rilettura miagolata di "Quando
quando", l'immortale Donna Summer di "I
feel love", "La canzone del fuoco" (Morrison
in italiano, yes...), "Sunny" e tante altre) o le compozioni
originali che, ormai, al ruolo di 'classici' del genere aspirano senza
presunzione (tra le tante, menzione almeno per "Riviera beat"
e "Crazy beat", che davvero spaccano...), l'efficacia del
duo romagnolo è indubbia, ed i novanta minuti del live scorrono
splendidamente, intervallati dalle surreali- a volte geniali - presentazioni
di Checco, sempre più perso in riflessioni metamusicali che
si concludono immancabilmente con la recensione del pezzo che segue
come "canzone d'amore, però ballabile", e dai sistematici
consulti per la costruzione della scaletta, elaborata in tempo reale
sul palco
Chicco, dietro alla sua tastiera (e alla sua stupenda abat-jour...),
condisce le eclettiche basi con i consueti virtuosimi sui tasti, mentre
Checco, tre passi più avanti, alterna
gli ottimi sax al flauto traverso ed alle 'caricate' - a tratti addirittura
sguajate - interpretazioni canore, e i Montefiori Cocktail ribadiscono
dal vivo, tra l'intro con il sonoro dello spot del bagnoschiuma Vidal
e i tributi 'ideeologici' alla divina Edwige Fenech, il loro ruolo
di primissimo piano nel lounge italico.
Recensione
tratta da
19
marzo 2002 , ore 21.30
Motoperpetuo - Viale Campari 72 - PAVIA
THe
DiNiNG RooMS
www.thediningrooms.org
presents
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The
Dining Rooms sono Stefano Ghittoni
e Cesare Malfatti e sono nati nel 1998 da
un'idea di Stefano Ghittoni. Stefano Ghittoni è resident
dj ai Magazzini Generali di Milano nella
serata di mercoledi' oramai dal 1995. Cesare Malfatti è
membro fondatore del progetto di post blues La
Crus entrambi dalla scena punk e new wawe ed hanno suonato
in vari gruppi della scena indipendente italiana.
All'inizio del 1999 esce, per l'etichetta elettronica Milano 2000,
"Subterranean Modern Volume Uno"
: il disco ha come particolarità l'uso di ritmi di derivazione
hip hop e funk su tappeti di chitarre blues e tastiere malinconiche.
Per sostenere questo disco Stefano Ghittoni elabora con l'aiuto
della video maker Maria Arena alle immagini
l ' "Ambient Blues Caffè",
progetto di sonorizzazione d'ambiente per giradischi e video che
li porterà in giro per l'Italia fino ad approdare nel giugno
2000 al 291 Gallery di Londra. Nella prima
metà del 2000 esce intanto un album di remixes realizzato
interamente da djs e produttori italiani e Stefano Ghittoni compila
il secondo numero di "Living in the ice age",
dedicato all'arte postale (il primo volume era la colonna sonora
di una mostra d'arte di Giacomo Spazio).
Il duo ha intanto ultimato il secondo album dal titolo "Numero
Deux" ed ha all'interno una traccia video di Maria
Arena ispirata e dedicata a J. L. Godard
(con l'aggiunta di due videoclips). Il disco è la continuazione
ideale del precedente con l'aggiunta di atmosfere jazz ed un paio
di tracce cantate in collaborazione con il progetto di soul minimale
"Sepiatone" (Marta Collica ed Hugo Race). Numero
Deux è stato anticipato da un 12" con versioni deep
house delle tracce cantate.
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Nel frattempo
M. Dupont (da Subterranean Modern) è
diventato un piccolo classico underground suonato e licenziato
in tutto il mondo, le loro canzoni sono trasmesse al Solid
Steel Show (Ninja Tune) ed i ragazzi possono annoverare
tra le persone che li rispettano quei gentiluomini dei Thievery
Corporation tra gli altri. Per sostenere al meglio "Numero
Deux" The Dining Rooms hanno elaborato il nuovo live: "Film".
Film è l'evoluzione naturale dell' Ambient Blues Caffè
e comprenderà di volta in volta i dj sets di Stefano
Ghittoni e Cesare Malfatti, il live set dei Dining Rooms (computer,
campionatore e giradischi) e le immagini di Maria Arena (piu'
eventuali special guests).
Film è l'evoluzione naturale di Ambient Blues Caffè,
progetto di sonorizzazione d'ambiente per giradischi e video.
E' articolato in tre momenti:il primo e il terzo sono dj sets,
l'uno ambientale e l'altro più ritmico.
Il secondo momento, cuore della serata, è invece dedicato
a Film.
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Qui
le immagini di Maria Arena sono accompagnate da brani del repertorio
dei Dining Rooms mixati dal vivo daStefano Ghittoni e Cesare Malfatti.
Il gioco è quello di creare un film in diretta............
Il ritmo sparisce ( chill out ? ) e riparte lentamente ( chill in
? ) abbracciando un ampio spettro di proposte musicali accomunate
dalla stessa attitudine e destinate nonostante la loro diversità
a creare una omogenea sensibilità .
Il ritmo si rallenta, si spezza e diventa piu' debole..ha bisogno
di aiuto.
" Piu' andremo avanti e meno la musica sarà al centro
di tutto ".
Ecco allora le immagini : prodotte e mixate dal vivo da Maria Arena
in questa fiction senza trama, un non film per una non colonna sonora.
Noi Siamo Il Nostro Film.
Le produzioni musicali dei " The Dining Rooms " diventano
cosi' l'inizio di tutto questo generando suggestioni sonore rese omogenee
da una miscelazione di musica e immagini di tipo emozionale .
29
aprile 2002 , ore 21.30
Chiesa di S. Maria Gualtieri - Piazza Vittoria - PAVIA
Un
diluvio di sculture sonore
Concerto
di pietre sonore di basalto
create da PINUCCIO SCIOLA
http://www.isacnet.com/airterminal/it/1999/12/05.html
Lo scultore
Pinuccio Sciola, nato a San Sperate in Sardegna, ha girato e continua
a girare per il mondo ma, è rimasto profondamente legato
alla sua terra e coinvolge nei lavori artistici sia i suoi compaesani
che gli innumerevoli artisti stranieri che passano dal suo paese
cosicchè col tempo i muri di San Sperate si sono riempiti
di innumerevoli murales.
sciola, nonostante abbia insegnato all'accademia d'arte, non si
può definire un'artista "accademico": Sia in
occasione della Biennale di Venezia che in Piazza Italia a Sassari
gettò in terra i suoi "cadaveri" (sculture realizzate
con vecchi tronchi scavati e straziati dal marciume naturale oppure
avvolti in lenzuala o riempiti di carne putrefatta, che diffondevano
il fetore della morte).
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Con
queste provocazione lo scultore voleva richiamare l'attenzione popolare
sulla cruda realtà della morte violenta nelle stragi che non
ci colpisce fino in fondo vista attraverso la televisione nella sicurezza
delle nostre case.
adesso lo scultore si dedica a dar voce alle pietre. Sono di basalto
e di varie dimensioni. Lo scultore le sega, ottenendo numerose, regolari
e profonde fenditure e quando su di queste passa un'altra piccola
pietra, dal profondo della pietra scolpita emergono suoni, che sono
voci come quelle che possiamo avvertire all'imboccatura delle voragini
o di un'immensa caverna.
La voce della Terra: ciò si può definire magia.
I suoni registrati da queste sculture vengono percepiti in tempo reale
dal computer come "grani" (simili a scintille sonore) e
ciò rappresenta un'unione fra l'eterno e l'attuale.
