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Martedì 7 marzo
- ore 21
Santa Maria Gualtieri
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Antonello Salis
pianoforte, fisarmonica
Gianluca Petrella
trombone
Antonello Salis e Gianluca Petrella sono due musicisti di generazione
diversa, ma ad accomunarli ci sono parecchie cose, ad iniziare da un approccio
alla materia sonora slegato da quei cliché di cui anche il jazz,
suo malgrado, è spesso vittima. Entrambi sono, poi, improvvisatori
autentici, puri, fantasiosi, dal grande senso dinamico e poetico. Infine,
sono ambedue capaci di trarre dai propri strumenti sonorità inconsuete.
Salis, al pianoforte, ora aggredisce la tastiera, ora la accarezza con
dolcezza per ricavarne sonorità liquide; e sa anche bene come trattare
la cordiera, inserendovi pezzetti di carta o altri oggetti per evocare
una sorta di clavicembalo impazzito. E dalla fisarmonica tira fuori un'infinità
di colori e sfumature. Petrella, invece, va di coulisse con tale maestria
da rammentare coloro che hanno fatto la storia del trombone jazz, da J.
J. Johnson a Roswell Rudd, apportando addirittura del nuovo alla lezione
di questi grandi maestri. In altre parole, Antonello Salis e Gianluca
Petrella sono due musicisti davvero creativi, che raggiungono lo zenit
proprio quando suonano dal vivo, come prova il loro album Rinoceronti
sul Limbara, inciso nel 2001 al festival ideato da Paolo Fresu nella
sua Berchidda.
Attivo sulle scene del jazz sin dai primissimi anni Settanta, cioè
da quando esordì con il trio Cadmo, Antonello Salis ha collezionato
col tempo una lunghissima serie di collaborazioni: Pat Metheny, Art Ensemble
of Chicago, Don Cherry, Billy Cobham, Han Bennink, Nana Vasconcelos, Richard
Galliano, Enrico Rava, Stefano Bollani, lo stesso Fresu, assieme al quale
milita nel trio P.A.F., completato da Furio Di Castri.
L'amore per il jazz trasmesso dal padre, anch'egli trombonista, i proficui
studi nel conservatorio della città natale, Bari, il temporaneo
trasferimento in Germania, le prime incisioni come sideman che ne hanno
messo in risalto il non comune talento: sono queste le tappe principali
che hanno permesso a Gianluca Petrella di assurgere progressivamente a
meritata fama, non solo in campo nazionale. Dopo aver suonato nei gruppi
di Roberto Ottaviano e Roberto Gatto e nella transalpina Orchestre National
de Jazz, Petrella fa oggi parte del quintetto di Enrico Rava. Ha debuttato
come leader nel 2001 con X-Ray e quindi è approdato di recente
allo storico marchio Blue Note, per il quale è uscito Indigo
4, album che ha posto le basi per la vittoria, come miglior musicista
italiano dell'anno, nel referendum "Top Jazz 2005" del mensile
Musica Jazz.
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