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Giovedì 29 marzo
- ore 21
Santa
Maria Gualtieri

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Barre Phillips
contrabbasso
Giancarlo
Locatelli
clarinetti
Un fecondo dialogo improvvisativo slegato
dai cliché è alla base dell'incontro fra uno dei nomi storici
del contrabbasso jazz e un musicista italiano che, in virtù del
proprio talento, si è inserito nei più avventurosi contesti
sonori. Il duetto fra Barre Phillips e Giancarlo Locatelli è di
quelli "senza rete", disponibili al rischio, aperti all'imprevisto,
dove tutto è regolato solo ed esclusivamente dall'inventiva del
momento.
Classe 1934, nativo di San Francisco, Barre Phillips ha mosso i primi
passi suonando in un gruppo di dixieland, per poi aderire ai più
vivaci fermenti musicali degli anni Sessanta. Nell'arco di quel decennio
si è esibito con Eric Dolphy alla Carnegie Hall, ha fatto parte
del trio di Jimmy Giuffre, ha suonato nei gruppi del chitarrista ungherese
Attila Zoller e di Archie Shepp, è stato coinvolto in un progetto
orchestrale di John Lennon e Yoko Ono. Nel 1969 è quindi sbarcato
in Europa: nel Vecchio Continente il contrabbassista statunitense stabilisce
subito un proficuo sodalizio con il sassofonista inglese John Surman,
assieme al quale costituisce un formidabile trio completato dal batterista
Stu Martin e rimasto in vita fino al 1971. Dal 1972 Barre Phillips vive
nel Sud della Francia e ha quindi potuto intensificare i suoi legami con
l'improvvisazione radicale europea: in quest'ambito ha stretto collaborazioni,
in particolare, con gli inglesi Derek Bailey, Barry Guy e Evan Parker.
Phillips è uno dei pionieri della solo performance per contrabbasso:
il suo primo album in completa solitudine, Unaccompanied Barre, risale
al 1968. Specialista nell'uso dell'archetto, Phillips ha anche all'attivo
incursioni nel mondo della danza (specialmente con Carolyn Carlson), del
teatro e del cinema.
Anch'egli attratto da differenti linguaggi artistici, Giancarlo Locatelli
è nato nel 1961: le prime lezioni di musica le ha ricevute dal
padre fisarmonicista e nel 1985 si è diplomato in clarinetto al
conservatorio di Verona. Gli studi accademici non gli hanno però
precluso la pratica dell'improvvisazione, nella quale si è distinto
suonando con Steve Lacy, Peter Kowald, Paul Lovens, Eliott Sharp, Zeena
Parkins, Wadada Leo Smith e molti altri. Di frequente si è unito
a performer e poeti quali Franco Beltrametti, Antonello Cassinotti, Rita
Degli Esposti e Alda Merini. La collaborazione con Barre Phillips è
documentata discograficamente su un CD del 1997 accreditato al gruppo
Takla Makan e nel quale i due musicisti si ascoltano in quartetto con
il sassofonista Massimo Falascone e il batterista Filippo Monico.
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