Il fondo fotografico di Luigi Robecchi Bricchetti, dal quale sono
tratte le immagini della mostra, è costituito da 279 lastre, 57 negativi e 1335 fotografie, da lui stesso legati al Comune di Pavia, insieme al materiale di interesse etnografico che costituisce l’omonimo Museo.

Museo Luigi Robecchi Bricchetti - Musei Civici - Pavia
tel. 0382 33853 fax 303028
www.comune.pv.it

museicivici@comune.pv.it

La mostra fotografica si deve alla collaborazione con il Comune di Rozzano: per cura di Gianni Maffi e Alessandro Perna, è stata allestita presso il Centro Cascina Grande dal 24 giugno al 31 agosto 2001.

Castello Visconteo
21 ottobre - 30 novembre 2001

Orari: 8,30 - 13,30
sabato e domenica: 10 - 19 - lunedì chiuso


Nei tratti biografici di Luigi Robecchi
Bricchetti (Pavia 1855 -
1926), eccezionale figura di uomo
e di esploratore, dalla vita certamente
non nei limiti delle convenzioni,
nè dell’agiatezza borghesi, è
evidente la propensione al viaggio,
alla ricerca, alla scoperta. Se già la
sua formazione culturale e scientifica
-sarà ingegnere- ha un respiro
europeo e lo vede frequentare le
università di Zurigo, Monaco,
Karlsruhe, neppure l’avvio dell’attivit
à






professionale lo riporta a una
vita ‘stanziale’. Ed è, anzi, proprio
il lavoro a offrirgli l’occasione per
il suo primo incontro con il continente
africano, quando nel 1885 si
reca in Egitto per il progetto di illuminazione
delle stazioni militari inglesi.
I viaggi nella valle del Nilo
esercitano su di lui un grande fascino
ed è di questo periodo il suo avvicinamento
al mondo delle esplorazioni
condotte dalle Società
Geografiche.
Negli anni a cavallo tra i due secoli
Robecchi torna più volte in
Africa, privilegiando l’esplorazione
della Somalia, di cui compie per primo
la difficile traversata da nord a
sud, con un viaggio di circa duemila
chilometri: a lui si deve il maggior
contributo alla conoscenza di questa
regione africana. Membro della Società
antischiavista, gli vengono affidati
delicati incarichi e nel 1903
compie a questo scopo una missione
nel Benadir, regione costiera della
Somalia: la pratica della schiavitù è
ancora radicata in Africa.
Dai suoi viaggi riporta materiali
eterogenei: manufatti, monili, abiti,
ornamenti, oggetti d’uso comune,
armi e reperti di interesse naturalistico,
che dona al Comune di Pavia,
assieme al suo archivio, ai suoi libri
e carnets di viaggio. Spicca per importanza
la collezione fotografica,
dalla quale traspare il suo interesse
antropologico per le popolazioni,
per i loro usi e costumi, oltre che
per gli aspetti economici delle regioni
esplorate, motivo primo della
sua presenza sul posto. Fotografo
amatore e autore egli stesso di una
ampio reportage, che utilizzerà per
illustrare i volumi con i suoi resoconti
di viaggio, integra la documentazione
con numerose immagini
prodotte dagli studi locali quali
ad esempio A.C. Gomes, fondato
nel 1868 a Zanzibar, Coutinho
Brothers, con sede a Zanzibar e a
Dar es Salam, R.V. Pereira, aperto
da un portoghese a Janga, nell’Africa
Orientale tedesca negli anni
1880, o, ancora, Lenhert & Landrock,
fondato a Tunisi da due amici
tedeschi, rimasti affascinati dall’Africa
durante il tradizionale
Grand Tour, al punto da decidere di
aprire qui la loro attività. Tutti questi
professionisti non si limitano alla
fotografia in studio, ma operano
anche sul territorio, riprendendo
paesaggi, gruppi di persone e documentando
aspetti di vita della popolazione:
le loro immagini hanno
larga diffusione in Europa, contribuendo
ad aumentare il fascino
esercitato dal continente africano.

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