Nel 1824
Carlo Cairoli (1776-1849), erede di agiati proprietari terrieri lomellini, medico, professore di chirurgia all'Università di Pavia, sposa
Adelaide Bono (1806-1871), figlia di un antico prefetto napoleonico milanese, poi conte dell'Impero. La formazione di entrambi e l'impegno politico di Carlo
-che nel 1848 è podestà durante il Governo Provvisorio di
Pavia- sono la base culturale dell'educazione dei figli, che indirizzerà le loro vite.
Benedetto (1825-1889), il primogenito, iscritto alla facoltà di Giurisprudenza nel 1844, fin da studente manifesta la sua posizione antiaustriaca, entrando in una cerchia di amici destinati a un ruolo importante nella storia degli anni successivi. La sua partecipazione alle Cinque Giornate segna l'ingresso dei Cairoli nelle vicende risorgimentali e nella costruzione dell'Italia. I fratelli più giovani
Ernesto (1833-1859),
Luigi (1838-1860),
Enrico (1840-1867) e
Giovanni (1841-1868), influenzati dal suo esempio, aderiranno all'ideale di patria con impegno attivo e totalizzante. Volontari nelle file garibaldine, daranno le loro giovani vite, lasciando a Benedetto l'eredità e il compito di dare forma all'Italia che avevano contribuito a creare. Accanto a loro anche due sorelle,
Rachele (1826-1856) ed
Emilia (1827-1856), alle quali pure la sorte riserva una vita breve.
Nel 1873 entra in famiglia
Elena Sizzo Noris (1845-1920), erede di una nobile famiglia trentina, che sposa Benedetto. Al suo fianco nella vita privata, preziosa confidente nell'impegno pubblico, si impegna nell'ambito sociale con opere di solidarietà, anche dopo la morte del marito.