IL MUSEO DEL RISORGIMENTO DI PAVIA

 

STORIA


Il Museo pavese del Risorgimento italiano nasce per volere della Municipalità nel 1885, in un clima di riaccesa attenzione all'epopea risorgimentale, cui aveva dato il via la grande mostra organizzata l'anno precedente a Torino, nell'ambito dell'Esposizione Nazionale.
La commissione pavese incaricata di studiarne la realizzazione è composta da cittadini illustri, quasi tutti noti anche per i trascorsi patriottici: Benedetto Cairoli, Urbano Pavesi, Iginio Gentile, Luigi Fabio, Tullio Brugnatelli, Costantino Mantovani, Siro Dell'Acqua.
Al neonato museo sacrario delle patrie memorie , monumento al tributo pavese all'indipendenza, i cittadini collaborano con generoso concorso e nel giro di breve tempo la sede del Palazzo Municipale diventa insufficiente a contenere la grande quantità di materiali eterogenei -libri, documenti, armi, uniformi, medaglie, dipinti, fotografie, cimeli vari- qui depositati provvisoriamente in attesa di essere resi visibili al pubblico. Il problema di una sede adatta all'esposizione, però, resta a lungo insoluto. Anche il trasferimento nel 1900 a palazzo Malaspina in coabitazione con le raccolte d'arte permette agli organizzatori solo una difficoltosa e a tratti affastellata mostra dei materiali, in uno spazio del tutto insufficiente. Continuano nel frattempo donazioni spicciole e lasciti anche cospicui tra i quali spicca per importanza quello della famiglia Cairoli, comprendente tra l'altro anche alcuni mobili della casa di Gropello.
Con il trasferimento dei Civici Istituti di Arte e Storia al Castello Visconteo, a partire dal 1948, avviene anche lo scorporo dal Museo del Risorgimento del materiale archivistico e librario, che rimane all'Archivio e alla Biblioteca civici. Il centenario che si celebra in quell'anno è anche occasione per nuove donazioni, così come, ancora, nel 1959 la realizzazione della mostra Da Montebello al Volturno ottiene il concorso della cittadinanza. Quest'ultimo allestimento dà forma definitiva -ancorchè parziale- all'esposizione del Museo fino al 1982, quando in occasione delle celebrazioni garibaldine si effettua il riordino della raccolta e viene in parte ampliato il percorso. Disallestito nel 1987 nel generale piano di riorganizzazione delle sale del Castello, il Museo trova ora, finalmente, una sede adeguata e una forma espositiva permanente. Dal 1997, anno dell’inaugurazione, a oggi il museo ha riannodato il rapporto di interazione con la cittadinanza, con iniziative culturali e grazie a nuove donazioni e depositi.

 

PERCORSO ESPOSITIVO


Il percorso espositivo nelle sale procede secondo la trama cronologica, all'interno della quale sono proposti alcuni inserti tematici. L'ambito prevalente è la storia locale, vista pur sempre nel rapporto 'osmotico' con la vicenda storica nazionale. Pur evitando l'interesse puramente agiografico, ad alcuni dei personaggi più noti e importanti si è riservato uno spazio particolare.

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I Sala

Il percorso si apre con un accenno alla Pavia asburgica, che se da un lato soffre della sua condizione di città ormai di frontiera, dall'altro si caratterizza per la presenza di una importante Università, alla quale le riforme volute da Teresa danno nuovo impulso.
Definita nè grande, nè ricca, nè popolosa , durante gli anni francesi -che si aprono con il sanguinoso episodio della rivolta- all'insegna di nuovi simboli, la città vive un breve periodo come capoluogo del Dipartimento del Ticino, per rientrare subito dopo nell'anonimato della sfera milanese.

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Pietro Bagetti - Schuoeder  
IIe Vue de la ville de Pavie
Prise de cette ville révoltée contre les Français / 26 mai 1796


L'epoca napoleonica si interrompe bruscamente e la Restaurazione riporta anche a Pavia il governo austriaco.
L'Ateneo mantiene la sua importanza, anche attraverso le alterne vicende e il succedersi dei governi. Professori e studenti universitari -provenienti da tutte le città lombarde- continuano ad essere protagonisti della vita culturale, ma anche politica, e le forme di resistenza passiva, di ostentata insofferenza, nonchè i primi tentativi di opposizione al restaurato governo austriaco li vedono in prima fila, in città e ovunque si accenda la rivolta.
Del periodo del Regno Lombardo Veneto, che si caratterizza per una presenza sempre più autoritaria del governo austriaco, sono presentati anche gli aspetti sociali, il volto della città, la sua economia, la vita culturale.

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Francesco Trecourt
Il 'Contessa Clementina' nel porto di Pavia


Il 1848 segna un svolta nella partecipazione popolare al 'risorgimento' e nelle vicende politico-militari. Il 29 marzo, dopo le Cinque Giornate milanesi, Carlo Alberto -la cui figura è ormai eletta dai patrioti a simbolo, assieme a quella di Pio IX - arriva a Pavia varcando trionfalmente il confine posto al Gravellone. Il Governo Provvisorio dura, però, pochi mesi e il negativo epilogo della prima guerra d'indipendenza spegne almeno momentaneamente le speranze.

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Eugen Adam - Franz Adam
Gli Austriaci, al comando di Radetzky, muovono da Pavia il 20 Marzo 1848


I rapporti tra la popolazione e gli austriaci si fanno sempre più tesi e malgrado l'oppressivo controllo della polizia, la cospirazione non si ferma.
Uno spazio particolare è dedicato alla Guardia Nazionale, nata nel 1848 sull'esempio di quella sorta con la Rivoluzione Francese, espressione della cittadinanza ed emblema della forma costituzionale cui i popoli aspirano, e che sarà militarizzata nel 1859.
Preparata a livello politico e diplomatico dal Cavour, la seconda guerra d'indipendenza, combattuta anche in territorio pavese, costituisce la prima tappa dell'Unità. Ancora una volta i pavesi sono presenti, volontari, arruolati nei Cacciatori delle Alpi.

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Sala 'Cairoli'

La seconda sala costituisce un inciso nel percorso cronologico ed è interamente dedicata alla famiglia Cairoli . Vi è ricostruito un interno alto borghese ottocentesco -quale era la casa Cairoli-, con mobili facenti parte effettivamente dal lascito della famiglia accostati ad altri provenienti da altre donazioni. Viene qui documentata la dimensione più personale, familiare, intima, a fianco di quella pubblica e di impegno civile che emerge nell'esposizione nel resto del percorso.


Famiglia Cairoli

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III Sala

Prima di riprendere il percorso cronologico, la terza sala si apre con uno spazio dedicato agli eserciti piemontese-italiano, austriaco, francese, ai corpi volontari garibaldini e al 'fenomeno' Garibaldi. Eroe per antonomasia, nell'immaginario collettivo egli incarna il Risorgimento stesso. Il suo mito alimenta un incredibile mercato di immagini, riprodotte nei più diversi modi, e di oggetti a lui in qualche modo legati, con aspetti al limite del feticismo. Il suo legame con Pavia -dove torna più volte- è testimoniato dall'alto numero di garibaldini che dalla città e dalle campagne lo seguono nelle sue imprese.  
Con la spedizione dei Mille, riprende il percorso cronologico, attraverso la campagna del 1866 e il fallito tentativo romano dell'anno successivo, con l'episodio della morte di Enrico Cairoli ed Enrico Mantovani a Villa Glori.
Ancora due spazi tematici sono riservati alla Massoneria tardo-ottocentesca, presente in città con una loggia intitolata a Giuseppe Pedotti, in considerazione dell'importanza che l'associazionismo laico ha avuto nella formazione politica di fine secolo, e alla sezione pavese della Croce Rossa Italiana.
A conclusione del percorso vengono ricordati alcuni personaggi pavesi specialmente noti e importanti. In particolare Benedetto Cairoli, nel suo ruolo di uomo pubblico, Gaetano Sacchi e Emilio Burzio, generali nell'esercito piemontese, Urbano Pavesi, promotore dell'istituzione del Museo del Risorgimento, Tullio Brugnatelli, sindaco della città dal 1868 al 1872.
Un accenno alla prima guerra mondiale apre al nuovo secolo e a nuovi percorsi ancora da tracciare.

 

INFORMAZIONI



MUSEO DEL RISORGIMENTO
curatore: Gigliola De Martini

Musei Civici Castello Visconteo
27100 PAVIA

visita su prenotazione obbligatoria
tel. 0382-33853 / 304816
fax 0382-303028

e-mail: risorgimento@comune.pv.it


orari di visita dei Musei Civici:

martedì - domenica 10,00 - 18,00 (lunedì chiuso)
(l'orario di visita ha termine alle 17,50)

nei mesi di luglio ,agosto, dicembre, gennaio: 9,00 - 13,30

 

Nel caso di visita completa, la vendita dei biglietti termina 45 minuti prima dell'orario di chiusura.

 

DIDATTICA


L’azione didattica del Museo del Risorgimento è progettata in collaborazione con il Laboratorio di didattica della storia dell’Università di Pavia  ( www.unipv.it )


Nella collana ‘Quaderni didattici del Museo del Risorgimento’:

NADIA MERIGGI - ADRIANA SARTORI, "Lo sdegno scoppiò in tumulto". Percorso didattico nel Museo del Risorgimento di Pavia

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Percorso didattico nel Museo del Risorgimento


NADIA MERIGGI - ADRIANA SARTORI, "Né vincitori né vinti ".Percorso didattico nel Museo del Risorgimento di Pavia per gli alunni della scuola elementare.

 


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