La vie en rose (La môme)
Regia:Olivier Dahan
Interpreti Pascal Greggory, Emmanuelle Seigner, Gérard Depardieu, Sylvie Testud, Marion Cotillard,
Produzione:Francia, Gran Bretagna, Repubblica Ceca 2007
Durata 140'.
La vita come sogno/incubo di uno dei miti dei nostri tempi.
Un biopic, come si chiama correttamente questo tipo di cinema, sulla "ragazzina", "la môme" com'era soprannominata, Edith Giovanna Gassion, meglio nota come Edith Piaf.
Dal 1915 al 1963. Dall'infanzia difficile, quando viene abbandonata dalla madre e poi cresciuta in condizioni precarie, fino alle esibizioni per strada con il padre. Poi il successo in Francia e a New York, lo sfortunato amore con il pugile Marcel Cerdan, i problemi di salute e il finale abbandono delle scene.
Un mélo appassionato, che spesso riesce ad evitare il pericoloso e stereotipato oleografico "santino".
Non credo che l'essere infelici sia un prerequisito per essere grandi artisti, o anche solo artisti. Al contrario, si deve far di tutto per non essere infelici così Olivier Dahan a proposito della protagonista de La vie en rose, il suo ultimo film.
Una protagonista dall'immagine imponente, sebbene dalla fragile costituzione, che incute timore, per anni, a qualsiasi autore e, così il film sulla vita della Piaf, icona della musica, minuta, nervosa e presto provata nel fisico, ma dotata di una delle voci più appassionate e appassionanti del mondo, rimane a lungo un progetto irrealizzabile.
Nasce povera, cresce in un bordello, è anche cieca per un periodo dell'infanzia, canta per strada, finisce in galera, eppure la sua voce rimane irresistibile, e così "la Môme" diventa un mito.
Amare, drogarsi, subire terribili vendette da un destino spesso crudelissimo eppure, no, je ne regrette rien come ebbe modo di cantare in uno dei suoi successi più noti.
E così la sua esistenza, proprio per gli aspetti più drammatici che assomma, diviene un insopprimibile inno alla vita, e la traccia ideale che l'incredibile interpretazione di Marion Cotillard riesce a ricreare oggi sullo schermo: avete presente un'immagine autentica della Piaf? Provate a confrontarla con quella della protagonista sul set...
Solido, ben costruito, interpretato splendidamente e in modo sorprendentemente mimetico dall'attrice protagonista La vie en rose insegue, attraverso ripetuti, riusciti flashback, una donna ed un mito, catturando per più di due ore l'attenzione di uno spettatore il più delle volte letteralmente "rapito" dalle immagini.
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