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Cinema sotto le stelle 2008: La famiglia Savage

Giovedì 3 luglio 2008
LA FAMIGLIA SAVAGE (The Savages) di Tamara Jenkins

Interpreti: Laura Linney, Philip Seymour Hoffman, Philip Bosco
Peter Friedman, Gbenga Akinnagbe, Margo Martindale
Durata 113'
Origine USA 2007.

John e Wendy sono un fratello e una sorella che vivono lontani e si sentono raramente, alle prese con gli stessi problemi: entrambi insoddisfatti della propria vita sentimentale e professionale si trovano all'improvviso a doversi prendere cura dell'anziano padre, non particolarmente amato, sprofondato negli abissi della demenza senile e cacciato dalla casa in cui si trovava dopo la morte della sua compagna. Passando da una struttura all'altra, i due impareranno a conoscersi e a conoscere meglio il proprio genitore.

Raccontare la storia di The Savage non rende giustizia al film. I temi trattati infatti dalla vecchiaia alla famiglia, dall'insuccesso professionale o personale alla morte, sono esemplificati con grande perizia e senza mai scadere nel didascalico o nel melodramma.

Chissà. Forse sarà a causa della mano femminile alla regia, quella di Tamara Jenkins, o forse dell'impronta della produzione, frutto del lavoro di Alexander Payne, già autore dello stupefacente A proposito di Schmidt che cinque anni fa aveva fatto molto parlare di sé già dall'anteprima al Festival di Cannes.
Perdenti per vocazione più che per natura, i nostri si crogiolano nelle loro "sventure" chi andando a letto col vicino sposato e che non vuol piantare la moglie, chi non sposando la partner non cittadina americana e quindi costretta a lasciarlo.

Efficace già nella scrittura però The Savage diventa memorabile nella messa in scena impreziosita dalle intepretazioni di classe di Philip Seymour Hoffman e Laura Linney, ma resa davvero unica dalla performance di Philip Bosco, anziano caratterista da noi praticamente sconosciuto, ma che ci regala uno dei nonnini più veri e meno "gentili ed affabili" che riusciamo ad immaginare.

Credibile nei dialoghi, ben orchestrato nelle musiche il film della Jenkins si conferma non solo come uno dei migliori esordi dell'anno ma pure come uno dei più interessanti affreschi familiari di "mancata felicità" degli ultimi tempi. Un'esperienza a non perdere.

Aggiornato il 24/06/2008 10:17:54