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Cinema sotto le stelle - Ai confini del paradiso

Martedì 29/07/2008
AI CONFINI DEL PARADISO (Yasamin kiyisinda) di Fatih Akin

Interpreti:  Baki Davrak, Nursel Kase, Hanna Schygulla, Tuncel Kurtiz, Nurgül Yesilçay, Patrycia Ziolkowska
Durata:  122’
Origine:  Germania, Turchia 2007.

Nonostante la contrarietà del figlio Nejat, Ali, un anziano turco che vive a Brema, decide di vivere con Yeter, una prostituta anch'essa turca che si vende per aiutare negli studi la figlia Ayten che vive a Istanbul. Ali causa accidentalmente la morte di Yeter e Nejat, che le si era affezionato, lascia il suo lavoro di docente e si reca in Turchia per cercare Ayten.
La ragazza però, ricercata perché appartenente a un gruppo antigovernativo accusato di terrorismo, ha raggiunto la Germania. Qui troverà la solidarietà (e l'amore) di una studentessa, Lotte, che la segue nel suo ritorno da prigioniera in patria, operandosi per ottenere la sua liberazione.
Anche quest'anno come lo scorso, un film da il titolo alla rassegna: Ai confini del paradiso, il cui autore, Fatih Hakin, un giovanissimo turco tedesco, ama molto muoversi nelle terre di confine.
Confine tra oriente e occidente, tra opposizione politica e terrorismo, tra amicizia ed amore, anche lesbico. Gioco sui confini che ci aveva regalato qualche tempo fa il bel La sposa turca, e che oggi ci consegna quest'altro interessante lungometraggio.
Alla fine se ci pensiamo alla base di tutto c'è il solito problema: Germania o Turchia, presente o passato, amore o lavoro, sviluppo o arretratezza.
E, si badi bene, i termini del confronto non sono così chiari come potrebbero sembrare a prima vista.
Seduto sulla sabbia, rivolto al mare, Nejat, interpretato da Baki Davrak, è in attesa del padre. Il vento si sta alzando, e presto la barca di Ali, Tuncel Kurtiz, si mostrerà da dietro il molo del piccolo porto di Trebisonda.
Su questa immagine, pacificata e quieta, si chiude il film il cui titolo in traduzione letterale suonerebbe: "Dall'altra parte" o meglio "Sull'altro lato". Un lato che probabilmente manca a Fatih Akin, nato ad Amburgo trentaquattro anni fa da genitori turchi.
Un lato che ci fa soffrire quando scopriamo che non riusciamo ad essere come i nostri padri. Un lato che siamo costretti ad accettare quando la fatica di crescere si mescola all'asciutta e al tempo stesso commossa sensazione che non possiamo fare altrimenti.

Aggiornato il 24/07/2008 04:10:42