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Cinema sotto le stelle - L'innocenza del peccato

Sabato 2/08/2008
L’INNOCENZA DEL PECCATO (La Fille Coupée En Deux) di Claude Chabrol

Interpreti: Ludivine Sagnier, François Berléand, Benoît Magimel, Mathilda May, Caroline Sihol, Etienne Chicot, Marie Bunel, Valeria Cavalli
Durata: 115’
Origine: Francia 2007.

Una giovane donna ha molto successo, pur in un umile ruolo, sugli schermi di una televisione. È attratto da lei un ragazzo di ottima famiglia, viziato e protetto fino all’ossessione dai genitori. Ma anche uno scrittore di mezz’età, blandito da un grande successo, si interessa molto a lei. Solo che l’uomo ha più di un segreto, e la ragazza pare non spaventarsi affatto per le sue richieste. Chabrol prende spunto da un fatto realmente accaduto, ma poi lo trasforma con geniale ironia.

La storia è infatti ispirata ad un fatto di cronaca che nel 1906 coinvolse Stanford White, architetto del Madison Square Garden. La storia di una bellissima ragazza, Gabrielle, che ambisce a salire nella scala sociale sfruttando il proprio fascino, ma si ritrova sposata a Paul, miliardario psicolabile e geloso, pur restando innamorata di Charles, scrittore ambiguo e perverso.

Il gioco si fa sempre più duro e la tragedia è dietro l’angolo. Si ha la sensazione che nessuno ne potrà uscire bene, nessuno sarà risparmiato, ma in fin dei conti proprio la ragazza, se ci pensate, sarà la vera vittima del tutto, l’unica profondamente capace di provare, di soffrire, di amare, capace di passioni insomma. Sarà proprio lei a pagare il prezzo maggiore.

Ecco allora la prima delle invenzioni di Chabrol: trasportare la vicenda da un clima metropolitano alle nebbie della provincia francese. Un covo di vipere neppur troppo dissimulato, un ricettacolo di invidie e malumori, che si nascondono dietro eleganti convenzioni e cinismi ben mascherati.
Una storia sporca raccontata senza il minimo di pruderie, senza concessioni al moralismo, ma con un alto senso della morale. Maestro di eleganza, sornione, indignato, ma senza barocchismi, Chabrol continua a stupire e a meravigliare per la solita maestria nel dominare materia scottante e fredda compitezza di stile.

Ed il sarcasmo domina su tutto. Soprattutto sul grande Moloch dei nostri tempi: la televisione. Infatti il dibattito, il salotto, l’intellettuale di turno con la loro apparente ammissibilità, fanno ancora peggio di tutto il resto, del rozzo, del brutto del volgare spettacolarizzato, e lo si premette, ormai anche apertamente, proprio durante l’incontro: “…ciò che conta non è il libro, ma l’uomo”.

Aggiornato il 01/08/2008 09:14:23