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Cinema sotto le stelle - Gomorra

Mart 5/08/2008
GOMORRA di Matteo Garrone

Interpreti: Toni Servillo, Gianfelice Imparato, Maria Nazionale, Salvatore Cantalupo, Gigio Morra
Salvatore Abruzzese, Marco Macor, Ciro Petrone, Carmine Paternoster
Durata: 135’
Origine Italia 2008.

Totò ha tredici anni, aiuta la madre a portare la spesa a domicilio nelle case del vicinato e sogna di affiancare i grandi, quelli che girano in macchina invece che in motorino, che indossano i giubbotti antiproiettile, che contano i soldi e i loro morti. Marco e Ciro, trovano un arsenale, sparano "cannonate" verso il largo, che li fanno sentire invincibili. Don Ciro fa una vita abbastanza tranquilla, porta i soldi agli affiliati del "sistema", ma di colpo gli ordini cambiano. Cambiano, così come cambia la vita di Pasquale, che dalla confezione di abiti d'alta moda in una fabbrica in nero, passa a guidare i camion della camorra in giro per l'Italia. Perché ha parlato con le persone sbagliate, perché, alla ricerca di un po' di soldi in più, ma soprattutto di gratificazione, ha acconsentito a dar lezioni di taglio e cucito ai cinesi. Ma non si fa. È concorrenza sleale, e la camorra non te lo permette. Solo che la camorra non perde tempo a denunciarti. Usa altri sistemi.
Gomorra ovvero: ma se l’Italia affonda il cinema rinasce?
Più che una certezza è una speranza.
Ma che ci fosse della stoffa noi l’avevamo già scommesso nel 2003, terza edizione di Sguardi Puri, e Matteo era venuto a trovarci, proprio a Pavia, per presentare L’imbalsamatore.
Un paio di giorni rubati alla scrittura di Primo Amore, che Garrone stava componendo a quattro mani con Vitaliano Trevisan, l’autore del romanzo, e che poi, a sorpresa, sarebbe diventato anche il protagonista di quel film. Quando nel 2004 lo chiamai per farci compagnia ancora una volta e portarci il suo nuovo lavoro mi rispose da sotto la pensilina di una fermata dell’autobus: “…manno’ Robbé dai, nun me ffa venì appavia ‘sto allavorà, guarda sai che 'ffamo, te do i numeri de Vitaliano e de Michela (Cescon, la protagonista del film n.d.r.) bella figlia tra l’altro, e vedrai che la gente se diverte dippiù, anzi sta a vvedè che Vitaliano litiga e se piglia pure con quarchedduno…”.
Poi le cose sono andate diversamente, il film Pavia non l’ha mai visto, ma, chi può dirlo, magari adesso con questo Gran Premio della Giuria va a finire che facciamo un’accoppiata con “Gomorra”.
La tentazione è forte davvero, anche perché, dopo aver visto il film qualche, diciamo pure tante, domande ti sorgono spontaneamente
Com’è andato il rapporto con il quartiere? Quali sono state le reazioni della gente, che tipo di messa in scena hai seguito, quanto hai potuto contare sull’improvvisazione e quanto su parti assegnate prima dell’inizio delle riprese?
Anche se forse qualcosa si può intuire, conoscendo Garrone ed il suo modo di girare, molto documentaristico, molto impressionistico (avete fatto caso nei titoli di coda che è lui l’operatore alla macchina? E uno così ti va a vincere un premio importante a Cannes… Evvai Matteo!) un po’ da pittore che quando inizia il quadro non sa come, però, anche se non te lo saprebbe mai dire con le parole, ha assolutamente in testa il risultato.
Lo sostenevo già all'epoca della sua prima uscita e sono ancora di quel parere, Gomorra è un film da rivedere, con cui prendere confidenza un poco alla volta, magari col privilegio di poter avere lì, accanto a te, quello che l’ha girato, e alla fine del film scambiarci pure quattro parole o anche soltanto uno sguardo (puro?).
Ma chissà se sto sognando ad occhi aperti…
Una cosa però voglio scriverla: trovo per Gomorra davvero difficile, quasi impossibile servirmi delle solite categorie di giudizio: un bel film, un brutto film?
Gomorra è un film necessario, e non uso la parola forse, un film che si “doveva” girare e probabilmente meriterebbe anche dei seguiti, degli approfondimenti, altre storie insomma, che nel libro pure ci sono, e che aspettano solo la macchina da presa di Garrone, per poter prendere vita.
Un film giusto, che per nostra fortuna arricchisce la parola “visione” di nuovi inattesi significati.

Aggiornato il 29/07/2008 12:05:58