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Eventi
Cinema sotto le stelle: Lussuria - seduzione e tradimento

Giovedì 24 luglio 2008
LUSSURIA - SEDUZIONE E TRADIMENTO (Lust, Caution) di Ang Lee

Interpreti Tony Leung, Joan Chen, Lee-Hom Wang, Tang Wei, Wang Leehom
Durata 156’
Origine Cina, USA 2007.

Hong Kong, anni '40. Wang Jiazhi è una giovane e bella militante nella resistenza cinese. Proprio facendo perno sulle sue doti riceve la missione di sedurre Mr. Yee, potente politico che collabora con i giapponesi, al fine di tendergli un'imboscata ed ucciderlo.
All'inizio perplessa e incredula del suo stesso successo la ragazza non sa che il rischio più grande non le verrà dall'esterno, ma dalla sua stessa indole.
Dramma sentimentale quello del regista Ang Lee, che si immerge in un mondo di cesura/unione tra Oriente e Occidente.
Hong Kong e Shangai rispecchiano sì la doppia anima del regista, cinese d'origine da tanto naturalizzato negli Stati Uniti, ma metaforicamente anche la cesura interiore della protagonista, divisa tra amore e coinvolgimento sessuale da una parte e obbligo e tensione morale e politica dall'altra.
In uno scenario di collaborazionismo e di dominio giapponese, le vicende rappresentano un parallelo dell'epopea della resistenza in Europa durante il secondo conflitto mondiale, storie già viste in Gioco di donna o in Black Book ("viste" per modo di dire, io a Pavia c'ho provato a programmarli, ma erano un po' troppo "fuori linea" rispetto alle rassegne dell'anno), ma che negli esempi citati finiscono per esercitare solo una debole critica al periodo storico in cui sono calati.
Parliamoci chiaro la storia del film sta altrove. Negli sguardi e nella relazione impossibile fra Wang Jiazhi e Mr.Yee ad esempio, o nelle giocate al mahjong, tutte al femminile, o nella prima cena fra i due protagonisti, che si scrutano e si provocano con scopi diversi e opposti, per poi compiere il primo passo con l'acquisto dell'abito nel negozio di stoffe, e convergere nelle torride scene di sesso.
Le loro unioni come sculture, gli amplessi incredibili e appassionati, la metamorfosi dal possesso subìto alla maturazione di un fortissimo sentimento d'amore. Tony Leung per un verso e Wei Tang per l'altro sono eccelsi poi nell'interpretare questi ruoli, vecchi come il mondo, di preda e di cacciatore, con l'arricchimento della tensione politica e del surplus di inganno, che si assomma al già difficile rapporto sessuo-sentimentale.
Da Banchetto di nozze a Brokeback Mountain, Ang Lee ci ha abituato a non aspettarci mai da lui lo stesso film. Un pregio grandissimo in tempi di omologazione pericolosamente orientata verso il basso. Un grande eclettico, la cui opera scardina ogni volta dal profondo la tanto cara e rassicurante (soprattutto per noi critici) "politica degli autori".
Ogni vero artista opera delle scelte, con rigore di temi e di stile, ma soprattutto evidenziando un bisogno fisiologico di "alimentarsi alle proprie fonti" culturali. Ecco allora il recupero in questo caso del breve romanzo di Zhang Ailing, una scrittrice sospesa da sempre tra melò bellico anni '40 e climax sessuale stile Impero dei sensi alla Nagisa Oshima. Una quarantina scarsa di paginette decisamente trascese nel film che, a buon diritto, si è portato a casa quest'anno il Leone d'Oro come miglior film alla Biennale del Cinema di Venezia.