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Convegni - venerd' 31 Marzo 2006

 

 

Ore 21.00
Paesaggio urbano pavese: identità fluviale, identità fluida - Intervengono gli architetti: Luca Micotti, Vittorio Prina, Remo Dorigati, Politecnico di Milano, Alessandro Rocca, Politecnico di Milano.
S. Maria Gualtieri, piazza Vittoria

Paesaggio urbano pavese: identità fluviale, identità fluida.

Sottotitolo: Ogni generazione modifica il luogo del proprio abitare e l'immagine che se ne dà. Come ricomponiamo oggi a Pavia la nostra relazione col mondo.

Intervengono gli architetti: Luca Micotti, Vittorio Prina, Remo Dorigati, Politecnico di Milano, Alessandro Rocca, Politecnico di Milano.
S. Maria Gualtieri, piazza Vittoria

Interventi

Luca Micotti, architetto - Pavia, paesaggio d'acqua

Cenni sul carattere d'acqua della pianura pavese. Affidamento all' "ignoranza" percettiva che Giacomo Leopardi individua come mezzo perché l'immaginazione possa espandersi.

Vittorio Prina, architetto - Pavia: frammenti di un paesaggio della memoria

Alcuni importanti frammenti, piccole architetture del Movimento Moderno, in Pavia e nella sua provincia ci informano dell'importanza della memoria, della storia e del contesto per l'architettura moderna e contemporanea. L'insegnamento del Movimento Moderno è morale, etico e culturale e persegue fini espressivi raffinati che sono argine alla fantasia immotivata, al formalismo, alle mode, al mimetismo ancora oggi imperanti, proponendo opere non distaccate dal contesto ma che, al contrario, ne fanno parte, arricchiscono la storia della città o del paesaggio, contribuiscono alla sua stratificazione storica, come fossero "esistite da sempre" e che, in sintesi si pongono in continuità con la tradizione senza rinunciare ad esprimersi con modalità affini alla propria epoca. I migliori progetti scompongono tipologie e morfologie, spazi e volumi e li ricompongono elaborando e comprendendo sia caratteri contemporanei che storici riferendosi ad un'accezione complessa del concetto di contesto: dal quello più immediato dell'intorno urbano, al contesto relativo alla città o al territorio in cui sono situati, a contesti più lontani sia in termini di spazio che di tempo. Il paesaggio urbano pavese è composto da frammenti architettonici che spaziano da Leonardo da Vinci alle regole monastiche certosine, alle "ville di delizia", all'architettura spontanea fluviale e rurale, al Movimento Moderno, all'architettura contemporanea: alcuni hanno determinato profonde metamorfosi del territorio; altri, per dimensioni o per mancanza di completezza, non hanno avuto la forza di modificare il paesaggio in maniera maggiormente estesa ma costituiscono, per chi sa leggerli ed ascoltarli, una preziosa fonte per capire il nostro territorio e per intervenire progettualmente in continuità con la nostra storia.

Remo Dorigati, Politecnico di Milano - Aalto e il paesaggio pavese

Nel 1966, Alvar AAlto redige un progetto per un quartiere residenziale nei pressi di S. Lanfranco a Pavia. La proposta anticipa i tempi delle nuove addizioni urbane residenziali con un elevato livello di servizi pubblici. La proposta trova una forte opposizione politica che individua nell'operazione un semplice intervento di natura speculativa. A distanza di molti anni, rimane tuttavia il valore di un'idea che si confronta in modo originale con il contesto urbano e territoriale. Aalto costruisce una raffinata analogia che si muove tra l'ordine storico della città e le proprietà fisiche e poetiche del paesaggio pavese.

Alessandro Rocca, Politecnico di Milano - Il progetto dell'ambiente

Cosa significa oggi progettare lo spazio pubblico in situazioni dove la natura ha un ruolo importante, dove gli elementi naturali (il fiume, la terra, la vegetazione) sono gli attori di uno spettacolo che non sempre sappiamo (o vogliamo) valorizzare. Alcuni esempi prevalentemente stranieri. Elementi di riflessione e discussione.

Schede biografiche

Alessandro Rocca
Alessandro Rocca, architetto, come progettista e come critico segue da vicino i fenomeni di trasformazione dell'ambiente urbano e del paesaggio, temi che ha trattato come redattore delle riviste Lotus International e Navigator e in una serie di libri, articoli e saggi pubblicati su riviste e libri italiani e stranieri, e con partecipazioni a seminari e convegni in Italia e all'estero. Degli stessi temi - architettura, paesaggio e ambiente - si occupa come progettista (parco lineare di Nembro, Bergamo, progetto pilota per il parco della Martesana) e come responsabile di un insegnamento di Progettazione architettonica nel corso di Architettura ambientale presso la Facoltà di architettura del Politecnico di Milano. I suoi libri: La città dipinta - Genova '92 (Electa, 1991), Fiere e città (Triennale di Milano-Charta, 1997), Ian Ritchie (Motta, 1998), Educatorium a Utrecht, Rem Koolhaas (Alinea, 1999), Atlante della Triennale (Triennale di Milano/Charta, 1999), I limiti del museo (Dams Bologna, 2000), Pioltello. Architetture del paesaggio metropolitano (Skira, 2003), Nel suo ultimo libro, Natura artificialis. Il progetto dell'ambiente e l'architettura del paesaggio (Clup, 2003), preparato per il corso di laurea in Architettura ambientale, affronta le nuove tematiche legate alla progettazione del paesaggio. Vive e lavora a Milano.

Vittorio Prina
Vittorio Prina è nato a Pavia nel 1959, ha svolto attività didattica dal 1989 al 1992 presso la Facoltà di Architettura di Genova e dal 1992 presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano; è stato docente in diversi Seminari Internazionali di progettazione; attualmente è professore a contratto presso l'Università degli Studi di Pavia e il Politecnico di Milano. Dal 1996 lavora presso l'Ufficio Progetti del Comune di Pavia. Collabora con la rivista Domus dal 1986 al 1992. Pubblica articoli e saggi per le riviste Domus, Edilizia Popolare, Ottagono, AL, Architetti, Costruire in Laterizio e per le case editrici Sagep, Marsilio, Clup, Alinea. Ha pubblicato i libri: "Vedute di Pavia dal'500 al '700 Realtà e immagine di una città e del suo territorio dal XVI al XVIII secolo, Edizioni VGF, Pavia, 1992; "Sant'Agostino a Genova - Franco Albini, Franca Helg, Antonio Piva, Marco Albini", Sagep, Genova, 1992; "Gli arazzi della battaglia di Pavia", Edizioni VGF, Pavia, 1993, (con: L. Casali , C. Fraccaro); "Franco Albini 1905-1977", Electa, Milano, 1998 (con A. Piva); Pavia Moderna Architettura moderna in Pavia e provincia 1925-1980", Edizioni Cardano, Pavia, 2003; "Franco Albini Albergo Rifugio Pirovano a Cervinia", Alinea, Firenze, 2005; "Franca Helg Casa a Galliate Lombardo", Alinea, Firenze, 2006.

Remo Dorigati
Remo Dorigati è professore ordinario di Progettazione Architettonica ed Urbana presso il Politecnico di Milano. Ha insegnato presso università negli USA e tenuto lezioni in numerose università europee. Ha partecipato e vinto concorsi nazionali ed internazionali di progettazione. Ha progettato e realizzato edifici universitari in Lombardia. Ha partecipato alla Biennale di Shangai 2002. Attualmente insegna Progettazione Architettonica III ad Architettura Ambientale. E' autore di numerosi saggi critici sui temi dell'architettura contemporanea, apparsi su riviste di settore.

Luca Micotti
Luca Micotti è nato a Pavia nel 1960, qui vive e lavora. Laureato in architettura presso il Politecnico di Milano si occupa da subito di paesaggio. Classificato in numerosi concorsi di architettura, nel 1997 ha vinto il concorso internazionale di idee per la riqualificazione paesaggistica del lido di Cannero Riviera. A Pavia ha curato i seminari: Appartenere, Rappresentare, Costruire. Paesaggio Luogo della mente (2000/2001) e Abitare/corpo. 4 gradi d'intimità (2002). Presso il Politecnico di Milano ha collaborato alla ricerca Paesaggi, Architettura, Musei. La dimensione territoriale delle nuove realtà museali. Ha curato con Luisa Bonesio Paesaggi di Casa. Avvertire i luoghi dell'abitare (Mimesis, 2003).

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