Le tassazioni e gli estimi rivelano in parte l'assetto antropico del territorio tra
Pavia e Milano in età medievale.
Le comunità soggette nel 1181 al pagamento del fodro e del giogatico sono
(per l'area poi inclusa nel parco):
Bulgarellus (Borgarello), Santo Zenexio, Cornaliano,
Comairano, Bulgari (Torre del Mangano).
S. Genesio è sede di pieve, cui fanno capo le cappelle [il titolo
è documentato a partire dal '400] di S. Maria di Villaregia (Villareggio),
S. Pelagio di Guinzano, S. Michele di Bulgari, S. Apollinare di Torriano, S. Onorata
di Moirago, S. Maria di Giussago, S. Margherita di Ponte Carate e S. Martino di
Borgarello.
Altra sede pievana è S. Michele di Peguliano, insediamento scomparso
ma localizzabile nei pressi di Due Porte, in ragione dei luoghi soggetti,
tra i quali Cornaiano, Comairano e Lardirago.
A Peguliano faceva capo la direttrice da Pavia, porta S. Maria in Pertica,
attraverso S. Paolo (verosimilmente la strada di Lardirago).
Negli estimi del 1250 la Mediolanum-Ticinum sembrerebbe
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duplicata, almeno per il tratto alla Porta di San Vito e alla porta di S.
Stefano da Borgarello.
Dalla toponomastica (Cantone delle Tre Miglia, Fossarmato) e dagli atti di
compravendita viscontei emerge poi la circoscrizione fisica del circuito urbano,
data da un fossato continuo con torri di guardia, alla distanza (prescritta dagli
Statuti comunali) di tre miglia da Pavia.
Il nome Divisa (cui corrisponde alla fine del Trecento la designazione di
Corpi Santi per l'area interna e di extra Corpi Santi per l'esterna) coincide
con l'andamento , al raggio costante di 4,5 Km circa, del fossato [circha,
attestati a Peguliano, Cornaiano] e con l'allineamento di rocche fortificate
[castra di Cornaiano e di Cassina de Sacchi / Sirigari].
La Divisa delimitava anche l'area a coltivazione viticola: in capite vinearum
si denomina infatti una zona interna e contigua.
Il circuito medievale spiega quindi il diaframma tra Parco Nuovo e Parco Vecchio quale divisione sedimentata della
campagna, ancora riproposta nell'assetto visconteo.
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