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Cinema sotto le stelle: Irina Palm

Giovedì 17 luglio  ore 21
IRINA PALM di Sam Garbarski

Interpreti Marianne Faithfull, Miki Manojlovic, Kevin Bishop, Siobhan Hewlett, Dorka Gryllus, Jenny Agutter, Corey Burke
Durata 103'
Origine Belgio, Lussemburgo, Gran Bretagna, Germania, Francia 2007.

Di sessualità e corporeità non è facilissimo parlare soprattutto al cinema o in fotografia.
Cose pesantissime possono esser dette o scritte ma, se si tratta di immagine, scatta immediatamente un'inevitabile, (anche auto-) censura.
Ecco allora la soluzione: tutto dipende da "come" si affrontano certi argomenti. Per citare un grande maestro Billy Wilder ad esempio è stato un ottimo descrittore di argomenti anche "triviali", ma messi sempre in scena con una leggerezza encomiabile.
Al contrario lo strumento dello spyglass, del "buco della serratura", riesce a rendere volgare anche la più naturale delle situazioni. Ora, in questo clima di renaissance critica che riporta sugli altari tanta becera produzione epigonica di "commedia all'italiana", vedere Irina Palm è come bere un bicchiere di limpida e fresca acqua di fonte dopo un'impegnativa escursione sotto il sole.
E anche se Sam Garbaski non è Billy Wilder siamo sicuri che il pubblico apprezzerà anche d'estate, come già ha fatto durante l'anno, questa garbata, spiritosa, commovente e giusta tragicommedia con qualche corretto tono da stralunato melodramma.
Ma se volete capir meglio quello che intendo per spirito italiota fate caso allo stesso titolo del film, che esce nel mondo intero con il "semplice" nome della protagonista: Irina Palm, ma evidenziamo che di nome d'arte si tratta e che palm, in inglese sta sia per palma, inteso come albero esotico soprattutto in paese del nord, che per palmo, sì quello della mano, ma anche la misura, guarda caso proprio da 7,5 a 25 centimentri, e ancora il verbo to palm significa "maneggiare" o "nascondere con la mano", mentre in linguaggio marinaresco sta addiruttura per "patta", ma quella dell'ancora, che cos'avete capito? Ecco, in tutta questa temperie di significati l'unico distribuore pur intelligente che si occupa del mercato italiano sente il bisogno di aggiungere: "Il talento di una donna inglese". Che cosa volete che vi dica? Ci premeva metter "le mani" avanti sull'onore delle nostre nonnine? Volevamo sottolineare l'alterità, come al tempo dei film dei telefoni bianchi, di questa storia, che mai avrebbe potuto accadere in Italia?
O al contrario, come piuttosto non posso esimermi dal pensare, si fa ancora leva su di una certa pruderie nel pubblico, che accorre più facilmente in sala se pensa che ci sia qualcosa di sconcio da vedere?
E se pensate che Irina Palm faccia soltanto ridere riflettete sul suo valore scardinante per una moralità ancora legata alle apparenze e ai diktat del perbenismo, contro cui Maggie/Irina conduce la sua lotta silenziosa e pervicace. Pensate al valore di autostima che ricade sulla nostra eroina, ancora in grado, alla sua età, di far qualcosa di buono e che valga. Pensate ai valori di coerenza, mutuo soccorso, comprensione e, perché no, anche di libertà sessuale, a qualsiasi età, che il film propugna.
Irina Palm è un piccolo grande pamphlet sui nostri tempi dunque. C'è da ridere e da piangere, ma sempre con intelligenza e ottimismo. E vi assicuro che non capita più così sovente ultimamente.

 
 
 
Scaduto il 18/07/2008 00:00:00
 
 
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