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Tempi della Città

Il Piano dei Tempi e degli Orari

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In seguito ad un percorso di progettazione partecipata che ha coinvolto istituzioni, attori sociali e cittadinanza, l’Amministrazione comunale ha adottato con delibera consigliare n. 21 del 16 aprile 2007 il Piano dei Tempi e degli Orari della Città di Pavia, ai sensi della L. 53/2000 ed della L.R. 28/2004.

Che cos'è un piano territoriale dei tempi e degli orari?
E’ un documento di indirizzo e di azione che descrive le problematiche e le criticità individuate a livello territoriale e definisce gli approcci, le attività e le metodologie da attuare:

  1. deve essere approvato dal Consiglio Comunale su proposta del Sindaco, il quale ha il compito di elaborare le linee guida attraverso forme di consultazione con le amministrazioni pubbliche, le parti sociali, le associazioni e gli organismi dei cittadini (Tavolo di concertazione); di promuovere accordi con le componenti del Tavolo e di emettere le ordinanze per l’attuazione del Piano;
  2. è obbligatorio per i Comuni con oltre 30.000 abitanti;
  3. può articolarsi in politiche e progetti, anche sperimentali o da attuarsi gradualmente;
  4. deve raccordarsi con gli strumenti generali di programmazione e pianificazione del territorio;
  5. deve basarsi sull’impiego di strumenti di concertazione istituzionale e coinvolgimento tra cittadini/e, attori sociali, portatori di interesse e amministrazioni locali;
  6. deve basarsi sull’implementazione costante dell’analisi territoriale e su azioni di informazione e comunicazione efficace che permettano anche di far emergere le esigenze delle categorie portatrici di interessi “silenziosi” o difficili da individuare.

I temi centrali del Piano di Pavia

  1. mobilità sostenibile: miglioramento della viabilità e della qualità ambientale;
  2. accessibilità e fruibilità temporale dei servizi pubblici e privati: coordinamento tra orari e localizzazione dei servizi e pluralità dell’offerta;
  3. riqualificazione degli spazi urbani: miglioramento dei circuiti di socialità e promozione dei percorsi di mobilità lenta e sostenibile;
  4. coordinamento tra orari dei servizi e sistema degli orari di lavoro;
  5. promozione delle pari opportunità per favorire il riequilibrio tra impegni familiari e professionali e la ripartizione delle responsabilità familiari;
  6. uso del tempo per fini di reciproca solidarietà e interesse.

Le politiche temporali urbane in Italia
La Legge 53/2000 e le leggi regionali sui tempi rappresentano il punto di arrivo di un percorso sociale, politico-amministrativo e legislativo avviato a metà degli anni 80 grazie in particolare all’apporto e alla riflessione dei movimenti delle donne, incentivato dall’approvazione nel 1990 della Legge 42 “Ordinamento delle autonomie locali”, art. 36, che assegnava al Sindaco competenze specifiche in materia di coordinamento degli orari delle città.